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Il piano Biden fa volare le Borse Wall Street supera i 4mila punti

L’indice S&P 500 di Wall Street ha superato per la prima volta nella storia i 4mila punti nel giorno in cui anche il tecnologico Nasdaq, recentemente finito sotto pressione a causa del rialzo dei tassi dei bond, ha mostrato nuova verve con un balzo vicino ai due punti percentuali. Sono gli effetti del New deal di Biden, il nuovo piano dedicato alle infrastrutture da 2.300 miliardi di dollari annunciato mercoledì. Un piano che si aggiunge a quello da 1.900 miliardi messo in moto un da un mesetto pensato per dare ossigeno a famiglie e imprese attraverso una forma non velata di helicopter money. Agli investitori piace la versatilità decisionale degli Usa: un’economia turboliberista che nei momenti di bisogno riesce però camaleonticamente a rispolverare, e con il democratico Joe Biden in sella questo passaggio risulta più facile, le teorie di espansione del deficit di Keynes. Il rapporto debito/Pil, già volato al 108%, è destinato a salire ancora ma al momento i mercati non sono preoccupati delle conseguenze di tale portata espansiva. Si è placato persino il rendimento dei Treasury a 10 anni, sceso dall’1,73% all’1,69%, sulla fiducia di quanto detto dalla presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, che ha cercato di allontanare i timori su possibili fiammate inflazionastiche, affermando che il piano «spingerà la crescita, non l’inflazione».

Il piano tra l’altro aggiunge fieno a un’economia che ha già ripreso a tirare dato che a marzo l’indice Ism sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere è salito a 64,7 punti livello che non si vedeva dal 1983. Il consensus si aspettava 61,5. Dati contrastanti invece dal mercato del lavoro: la scorsa settimana le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono salite di circa 60mila unità a 719mila (attese 675mila).

Non sta a guardare l’Europa con il Dax 30 di Francoforte che ha aggiornato nuovi massimi oltre la soglia dei 15mila punti. Trascinato dal settore auto il listino ha archiviato la settimana corta di Pasqua (domani e lunedì le principali Borse globali saranno chiuse) con un +3,3%. Bene anche il Ftse Mib che in quattro sedute è salito del 2,1% portandosi sui massimi da 13 mesi. Il tutto accade in un contesto in cui la volatilità sui mercati – sintetizzata dall’andamento dell’indice Vix – continua a scendere. Ieri ha registrato un netto -7% a 18 punti, un livello che non si vedeva da gennaio 2020, prima che la pandemia contagiasse anche i listini. Il rinnovato clima da appetito al rischio ha riportato un po’ più in alto l’euro dei confronti del dollaro in area 1,176 dopo che nelle ultime sedute il cambio sembrava in procinto di sforare al ribasso il livello di 1,17. Il clima “allegro” riverbera anche nel comparto delle criptovalute con il Bitcoin nuovamente nei pressi dei 60mila dollari e tutto il settore non lontano da una capitalizzazione record di 2mila miliardi di dollari.

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