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Il piano Biden spinge il Pil: crescita doppia per gli Usa

La crescita americana, sostenuta dal nuovo piano di aiuti dell’amministrazione Biden, accelererà nel 2021 al 6,5%, più che raddoppiando il passo rispetto a precedenti stime. E, parola dell’ultimo outlook dell’Ocse, Washington sarà locomotiva del recupero anche per l’economia mondiale: grazie all’impatto che lo stimolo statunitense da 1.900 miliardi di dollari in dirittura arrivo potrà avere sulla domanda globale, assieme a progressi nelle vaccinazioni contro il Covid-19 e misure pro-ripresa in più nazioni, il Pil globale marcerà quest’anno al passo del 5,6 per cento. Una performance di 1,4 punti sopra le attese di dicembre, per un intero punto da attribuire all’”effetto americano”. L’output globale dovrebbe tornare a livelli pre-pandemici entro metà anno. La crescita mondiale dovrebbe poi attestarsi al 4% nel 2022, un miglioramento di 0,3 punti.

Lo sprint degli Stati Uniti, in recupero da una contrazione del 3,5% nel 2020, si farà notare nel confronto con l’Eurozona. Questa appare destinata a crescere del 3,9% nel 2021, una revisione al rialzo di 0,3 punti, nonostante un “contributo” americano di mezzo punto. Nel 2022 l’area dovrebbe avanzare ad un passo del 3,8%, percentuale rivista di 0,5 punti, vicino al 4% pronosticato per Washington oltre che su scala globale.

Per l’Italia gli orizzonti restano al momento tra i meno rosei. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico lima in realtà 0,2 punti percentuali dall’outlook del Paese per il 2021, ad una crescita del 4,1% dopo gli scivoloni del Pil attorno al 9% sofferti l’anno scorso. Anche se fa lievitare di 0,8% i pronostici per il 2022, al 4 per cento.

In Europa la Francia segna a sua volta il passo rispetto alle stime precedenti. La sua crescita per il 2021 è però 5,9% all’indomani di una caduta di oltre l’8% l’anno scorso. Sia Italia che Francia hanno incontrato difficoltà nelle campagne di vaccinazione per contrastare la pandemia. La Germania, la cui economia aveva meglio tenuto nel 2020 davanti all’assalto del Covid con una contrazione del 5%, dovrebbe a sua volta vedere il Pil marciare di un modesto, sopratutto quando raffrontato agli Usa, 3 per cento. La Gran Bretagna, nell’era post-Brexit, dovrebbe conoscere una crescita del 5,1% quest’anno, maggiorata di quasi un punto da passate attese. Mentre la Cina, altra grande locomotiva globale oggi in prima fila nel rilancio post-Covid, stando all’Ocse crescerà quest’anno del 7,8%, un lieve ritocco al ribasso.

Proprio le incognite sul virus e i rischi presentati dalle sue varianti gravano tuttora sull’economia internazionale. «Una più rapida e efficace diffusione dei vaccini nel mondo è di importanza critica», avverte l’Ocse. Deve essere «la priorità politica assoluta». E sintetizza: «Più iniezioni, più lavoro». Nota con particolare preoccupazione l’esistenza, su scala mondiale, «di crescenti segni di divergenza tra Paesi e settori», con «sostanziali perdite di posti di lavoro che hanno aumentato la povertà e le privazioni» nei Paesi poveri. E sottolinea come le «risorse necessarie per fornire vaccini a nazioni a più basso reddito sono piccole paragonate ai guadagni derivati da una più robusta e veloce ripresa globale».

Ma le ragioni per aspettarsi continue schiarite ci sono. E se l’Organizzazione cita in generale vaccini efficaci e sostegno fiscale in più Paesi, i riflettori sono puntati anzitutto sul nuovo pacchetto economico statunitense da quasi duemila miliardi. Appare destinato alla firma del presidente Joe Biden in settimana, con un voto finale per l’approvazione considerato sicuro alla Camera tra ieri notte e oggi, a stretta maggioranza democratica e con l’opposizione dei repubblicani che criticano eccessi di spesa pubblica. Il piano conta numerose misure di sostegno a famiglie e consumi, con assegni per 1.400 dollari a persona per gran parte degli americani, estensioni di sussidi straordinari di disoccupazione, crediti d’imposta per i figli minorenni, accanto a fondi per sanità, scuole, aziende e budget locali sotto pressione. Più che abbastanza, afferma l’Ocse, perché i partner commerciali degli Stati Uniti notino «benvenute ripercussioni sulla domanda».

Il capo-economista dell’Organizzazione, Laurence Boone, ha dichiarato esplicitamente che lo stimolo «non solo rafforzerà l’economia statunitense ma fornirà carburante a quella globale». Più d’un analista di Wall Street, sull’onda del piano, ha già alzato le scommesse sull’espansione Usa attorno al 7% per il 2021. Boone ha tuttavia ribadito che, per l’Europa, gli interrogativi su sanità e vaccini ancora pesano. «I Paesi devono accelerare i programmi di vaccinazione per riaprire più rapidamente le economie, se siamo in guerra contro un virus occorre essere sul piede di guerra», ha detto in un’intervista a Bloomberg. L’Ocse incalza inoltre non solo i governi ma le banche centrali a mantenere politiche di sostegno alla crescita, anche se l’inflazione dovesse superare temporaneamente i target. Le conseguenze sui prezzi di lungo periodo del piano Biden, a suo giudizio, saranno «modeste».

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