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Piano Bce per la crescita tassi 0,15%, minimo storico Draghi: “E non finisce qui”

Tassi centrali dell’eurozona al minimo storico: lo 0,15%. E per la prima volta tasso negativo (-0,10%), sui depositi delle banche presso la Bce, in modo da incoraggiarle a investire nell’economia reale. Ecco i due colpi di bazooka sparati a Francoforte da Mario Draghi, alla riunione del board Bce. Anche la Bundesbank è d’accordo: la priorità è evitare la deflazione e sostenere la crescita economica. Oltre agli interventi sui tassi, la Bce ha predisposto nuove aste di liquidità a lungo termine e misure preparatorie per acquistare gli Abs, cioè titoli garantiti a sostegno delle piccole e medie imprese.

Immediate le reazioni dei mercati: Borse per lo più in rialzo, spread Bund-Btp calato a 145 punti, e poi risalito.
L’euro, che la Bce punta a indebolire per fermare la compressione dei prezzi all’import, dopo un deciso calo è poi tornato sopra 1,36.
Poche ore prima il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble e il ministro dell’Economia italiano Padoan sottolineavano che crescita, occupazione e riforme sono i compiti prioritari dei governi. «E non è finita», ha sottolineato Mario Draghi in conferenza stampa. «Se serve, interverremo di nuovo rapidamente anche con misure non convenzionali». Insomma, l’Eurotower si tiene pronta a usare tutto il pacchetto di provvedimenti a sua disposizione, e l’obiettivo è di rialzare l’inflazione ad un livello attorno al 2%, quello ritenuto fisiologico. L’arma di riserva di cui parla Draghi è quella dell’acquisto massiccio di titoli di Stato da parte della Banca centrale, sul modello degli interventi realizzati dalla Federal Reserve americana.
I tassi centrali dell’eurozona – ha detto Draghi «resteranno ai livelli attuali per un periodo prolungato di tempo». «Abbiamo introdotto tassi negativi per le banche, il che non significa che espropriamo i risparmiatori. Il tasso negativo sui depositi è per le banche non per i clienti. Naturalmente, le banche commerciali possono reagire trasmettendo queste decisioni ai cittadini ma non è una nostra decisione, è una decisione delle banche. Dunque è completamente sbagliato – ha aggiunto Draghi – dire che vogliamo espropriare i risparmiatori».
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