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Il piano B del governo per tutelare il credito

ROMA Il piano B del governo è pronto. Messi a punto gli interventi per un eventuale «sostegno della liquidità delle banche e della loro solvibilità», come dice il sottosegretario alla Presidenza, Claudio De Vincenti, si attende la riapertura dei mercati dopo la terribile giornata di venerdì, in cui le Borse mondiali hanno bruciato quasi 3 mila miliardi di dollari. Senza troppa apprensione, ma con la determinazione ad agire se fosse necessario.

«Noi pensiamo che i mercati abbiano assorbito lo choc e siamo confidenti che reagiranno in termini diversi», aggiunge De Vincenti. Lo stesso dicono al ministero dell’Economia, dove gli uomini del ministro Pier Carlo Padoan saranno davanti ai monitor già dalle due di questa notte, per seguire l’avvio delle contrattazioni sulle piazze asiatiche. Non c’è allarme, e le aste di titoli di Stato previste in settimana, a cominciare da oggi, sono confermate. Ma è chiaro che la Brexit ha cambiato lo scenario politico ed economico mondiale, e gli stessi governatori delle Banche centrali del G10, ieri riuniti a Basilea, ritengono «probabile un periodo di incertezza e di aggiustamento» dei mercati.

Se le banche italiane, più fragili delle altre europee, dovessero finire nel mirino, Matteo Renzi, che oggi sarà in Parlamento prima del vertice di Berlino con i leader di Francia e Germania, farebbe scattare il piano di emergenza. Tra le possibili misure considerate in questi giorni ci sarebbe, oltre all’ipotesi di fornire una garanzia pubblica a prezzi di mercato alle banche, anche un intervento diretto dello Stato nel capitale degli istituti in maggior difficoltà. Un’ipotesi agganciata all’articolo 107 del Trattato Ue che ritiene compatibili gli aiuti di Stato «destinati ad ovviare ai danni arrecati da eventi eccezionali», cui il governo ricorrerebbe in caso estremo. Anche se Renzi è fermamente intenzionato, con il pieno sostegno del ministro dell’Economia e del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a chiedere in ogni caso di allentare i vincoli comunitari sugli aiuti alle banche, soprattutto di fronte ad evidenti fallimenti del mercato, come si fece nel 2008. E di ripensare le regole del bail-in che nel caso di crisi, dice il governo, rischiano di innescare un effetto moltiplicatore.

Mario Sensini

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