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Pfizer-Allergan, prove di fusione per creare il colosso dei farmaci

MILANO La popolazione anziana mondiale cresce, le malattie croniche pure, i consumatori nei mercati emergenti richiedono sempre più farmaci. Un quadro non molto esaltante ma che di certo non penalizza il settore farmaceutico. E tanto meno i colossi del settore che hanno dato inizio, nel 2015, a grandi acquisizione. L’ultima, confermata ieri dopo le indiscrezioni pubblicate da Wall Street Journal e Financial Times , vede protagoniste Pfizer e Allergan, in trattativa per una possibile fusione che darebbe vita a un gigante farmaceutico con una capitalizzazione di mercato di circa 330 miliardi di dollari.
Le due aziende hanno confermato i negoziati in corso, «trattative preliminari amichevoli» le hanno chiamate, specificando che «non c’è certezza che le discussioni portino a un’intesa». Ma basta sapere che potrebbe trattarsi di una delle maggiori fusioni dell’anno, se non la più grande, e che potrebbe superare persino quella, da poco conclusa, tra i birrai Anheuser-Busch InBev e SABMiller.
Allergan è la casa farmaceutica che produce il Botox, Pfizer il Viagra. Con la fusione Pfizer riuscirebbe a superare la rivale svizzera Novartis e riguadagnare il podio delle multinazionali farmaceutiche con più utili. Ma non solo: Allergan ha sede in Irlanda,dove l’imposizione fiscale è più bassa rispetto agli Stati Uniti. E dall’operazione potrebbe trarre significativi vantaggi fiscali. Ma il caso Shire-AbbVie ha fatto scuola, con integrazione annullata dopo che l’amministrazione Obama ha varato regole più severe sull’inversione fiscale. Ossia il trasferimento fuori dagli Usa rilevando una società straniera con sede in Paesi con trattamento fiscale più vantaggioso. «È il tipo di scorciatoie che portano molti americani a scuotere le teste» ha ribadito ieri indirettamente Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca.
Quel che è certo è che il mercato farmaceutico mondiale è raddoppiato negli ultimi dieci anni e le vendite nel mondo hanno superato per la prima volta i mille miliardi di dollari nel 2014. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il mercato farmaceutico globale vale 300 miliardi di dollari all’anno ed entro tre anni arriverà a 400. Unirsi per ottimizzare i costi e allargare il portafoglio prodotti è la strada scelta da molti gruppi. Vedi Roche con Trophos, Shire-Nps. La stessa Pfizer, nel 2014, ha mancato l’acquisto di AstraZeneca per cui aveva offerto 120 miliardi. Ora ci prova con Allerga n.

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