Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Peugeot va in profondo rosso

Il gruppo Psa (Peugeot-Citroën) chiude il primo semestre con risultati negativi persino superiori al previsto e il Governo interviene con un piano di sostegno al settore auto da due miliardi. «La società sta attraversando momenti difficili – ha detto il presidente di Psa Philippe Varin nel presentare i conti – ma non siamo certo sull’orlo del fallimento. E quello che voglio lanciare oggi è un messaggio di fiducia. Sul futuro della nostra azienda, che dovrebbe uscire dalla crisi nel giro di due anni, e dell’intera industria francese».
Nei primi sei mesi del 2012 il costruttore ha registrato un fatturato in calo del 5,1% (a 29,6 miliardi), ma ben più accentuata è la flessione delle attività automobilistiche: -10,5% a 20,2 miliardi. Mentre hanno ben resistito, sia pure con un lieve arretramento dell’utile netto, quelle nella componentistica (141 milioni per la controllata Faurecia), nella logistica (63 milioni Gefco) e nella finanza (271 milioni Banque Psa). A pesare sui conti dell’auto è ovviamente il problematico mix della gamma e della presenza geografica: troppe vetture a basso prezzo che patiscono la guerra dei listini e troppe auto vendute in Europa (il 60% del totale), soprattutto nei Paesi del Sud i cui mercati sono crollati (il 60% delle vendite europee). L’esito finale è una perdita di 819 milioni (a fronte di profitti per 806 milioni nel primo semestre 2011), con un deficit operativo di 660 milioni nell’auto (rispetto a un utile per 405 milioni nella prima parte dell’anno scorso). In compenso il debito è sceso dai 3,4 miliardi di fine 2011 a 2,4 miliardi. E il periodo di rotazione degli stock è diminuito da 76 a 72 giorni.
In questo quadro si inserisce il nuovo piano (Rebond 2015) che dovrebbe consentire una riduzione dei costi pari a 1,5 miliardi all’anno a regime: 600 milioni grazie alla ristrutturazione annunciata lo scorso 12 luglio (con la chiusura dell’impianto di Aulnay e il taglio di 6.100 posti in Francia); 550 milioni con la riduzione degli investimenti dopo la conclusione delle costose operazioni di aumento delle capacità produttive in Russia, Cina e Brasile; 350 milioni frutto dell’alleanza con Gm, soprattutto nel settore degli acquisti. Già nel 2013 il consumo di tesoreria dovrebbe essere dimezzato (da 200 a 100 milioni al mese) e il gruppo dovrebbe ritrovare l’equilibrio a fine 2014. Il mercato ha inizialmente reagito bene, anche se poi a condizionare le contrattazioni è arrivata la decisione di Fitch di tagliare il rating da BB+ a BB e il titolo ha chiuso la seduta in calo del 2,5% (a 6 euro) in una Borsa piatta. Quanto al piano presentato dal Governo, l’obiettivo è di sostenere lo sviluppo e la vendita delle vetture ibride, elettriche e con motore termico a bassa emissione di CO2, un mercato sul quale i costruttori francesi (entrambi sulle piccole auto a bassa emissione, Renault più sull’elettrico e Psa più sull’ibrido) sono particolarmente ben posizionati. Dei due miliardi complessivi – destinati all’intera filiera e a sostenere la ricerca e l’innovazione ma anche la creazione di realtà produttive più importanti nella fornitura e nella componentistica – in realtà “solo” 565 milioni sono le risorse nuove. E di queste la misura più costosa, circa 390 milioni, è l’aumento dei premi per chi acquista vetture “ecologiche” del cosiddetto sistema bonus-malus in vigore in Francia dall’inizio del 2008. I bonus passeranno da 5 a 7mila per chi compra vetture elettriche e da 2 a 4mila per le ibride, mentre saliranno di 100-150 euro per le vetture termiche a bassa emissione (i bonus sono attualmente di 100 euro per le vetture da 90 a 105 grammi a km e di 400 euro per quelle tra 60 e 90). Il Governo spera peraltro di recuperare gran parte dell’esborso con il forte aumento dei malus (a carico di chi compra vetture ad alta emissione). Ma soprattutto il sistema, finora riservato ai privati, verrà esteso alle società per le loro flotte aziendali. Inoltre lo Stato si impegna a acquistare vetture ibride o elettriche per il 25% dei suoi ordini. L’obiettivo è triplicare fin dal 2013 le vendite di vetture ibride o elettriche in Francia, dalle attuali 32mila a 97mila.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa