Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Peugeot-Opel, occhi sul Lingotto

La notizia fa clamore, ma gli analisti la davano per scontata: General Motors ha rinunciato alla fusione della sua filiale europea Opel con la divisione auto di Psa Peugeot Citroen. Dopo l’annuncio di martedì arrivano conferme, (non ufficiali) dall’interno dei due gruppi. La delegazione francese che era a Detroit nei giorni scorsi, per definire i dettagli relativi allo sviluppo dell’alleanza — siglata lo scorso mese di febbraio con l’acquisizione da parte di Gm del 7% del capitale di Psa — è rientrata, mestamente, in Europa, perché gli americani hanno contestato la crisi finanziaria del partner europeo, che perde 200milioni di euro al mese.
Il governo Hollande è andato in soccorso di Psa con garanzie fornite alla banca Psa Finance per 7 miliardi di euro. Come contropartita ha chiesto la presenza di un delegato nel consiglio di sorveglianza e l’impegno che in futuro, non verranno soppressi posti di lavoro oltre a quelli già pianificati (lo stabilimento di Aulnay con 8.000 dipendenti). Condizioni non gradite a General Motors. Non solo è stata sospesa la creazione di una società paritaria tra i due costruttori, ma anche i quattro progetti di cooperazione annunciati il 24 ottobre per realizzare famiglie di veicoli in differenti segmenti, non avranno seguito. Inoltre anche il progetto per realizzare in comune un piccolo veicolo da vendere in America Latina per far uscire Psa dalla palude europea, è ormai accantonato. Lo scenario precedentemente allo studio prevedeva addirittura la disponibilità del colosso di Detroit a firmare un assegno di 5miliardi di dollari per equilibrare i valori messi in campo dai due costruttori, considerando le perdite che, da dodici anni, affliggono Opel. La famiglia Peugeot che detiene il 25,3 % del capitale di Psa ed esercita il 37,9% dei diritti di voto, è definita dalla stampa francese «pietrificata» e tutto il management che sosteneva l’operazione è descritto come «distrutto». Psa infatti a causa dei rapporti intrapresi con gli americani ha dovuto interrompere la partnership con Bmw per la realizzazione di motori ibridi e quella con Ford per quelli diesel, causando un suo ulteriore isolamento industriale. Philippe Varin, il presidente di Psa, il cui mandato scade nella primavera del 2013, non sta vivendo i suoi giorni migliori, sotto la sua gestione è già stato azzerato l’importante accordo con Mitsubishi che prevedeva una partecipazione azionaria. Anche la ricerca di un’altra alleanza è stata smentita: le voci che davano Varin in contatto con l’indiana Tata Motors sono tramontate. Tornano a galla, invece, tutte le ipotesi possibili, tra cui quella che, la famiglia Peugeot, chieda aiuto al Lingotto, ma forse la stessa General Motors potrebbe anticiparla.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa