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Petrolio e debito spaventano i mercati

di Andrea Tarquini

Petrolio, debito e Spagna spaventano i mercati e l´Europa. Borse in calo da Londra a Milano e da Parigi a New York, euro sotto 1,38 sul dollaro. Il rating della Spagna è stato declassato da Moody´s, la Bce nel suo rapporto mensile ha lanciato un allarme sia su caro-petrolio e rischio inflazione sia su possibili nuove crisi del debito sovrano. L´Europa torna in grave fibrillazione, alla vigilia del difficile vertice dei leader dell´eurozona Angela Merkel ha minacciato un veto tedesco a nuovi aiuti a paesi in difficoltà, «se non saranno strettamente necessari». E secondo l´ad dell´Eni, Paolo Scaroni, a giorni si andrà allo stop dell´estrazione di greggio in Libia. Insomma un giovedì nero. Cominciato male al mattino con il colpo a Madrid e l´effetto negativo dei dati Usa, proseguito con i moniti della Eurotower e con la linea dura promessa dalla cancelliera. Male i mercati. Deciso ribasso per le piazze europee – Milano meno 1,59, Londra meno 1,55, Parigi meno 0,75, Francoforte meno 0,96 – e per Wall Street.
Su questo sfondo, alla vigilia del vertice in cui i capi dell´esecutivo dei 17 paesi membri dell´Eurozona cercheranno intese sulle proposte tedesco-francesi di rigore e nuova governance, Angela Merkel ha avvertito che la Germania non dirà sempre sì a ogni spesa di soccorso. Secondo le anticipazioni di un´intervista a Bild che esce oggi, la cancelliera ha appunto minacciato un veto di Berlino. «Decisioni su aiuti straordinari possono essere prese solo all´unanimità». Ma accetta di concedere tempo ad Atene.
L´Europa fibrilla, la Bce suona l´allarme. Da un lato, dice il bollettino, il caro-petrolio aggrava l´allarme inflazione e quindi, si fa capire, avvicina un rialzo dei tassi. Intanto vista l´insufficienza delle politiche di risanamento finora attuate in molti paesi non è da escludere una nuova crisi del debito sovrano. I governi dei paesi aderenti all´Unione monetaria devono attuare misure di consolidamento più severe e coerenti, anche con manovre aggiuntive, intervenendo sui costi dei sistemi pensionistici e della sanità. Secondo la Bce il greggio potrà arrivare stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Mentre l´inflazione, sempre nelle prognosi dell´istituto, è prevista al 2,3 per cento almeno, e negli scenari peggiori fino al 2,6 per cento, quest´anno, dunque un deciso aumento rispetto alle precedenti stime che la annunciavano all´1,8 per cento. In pochi giorni, è il secondo allarme lanciato dalla Bce, e soprattutto il secondo segnale di una imminente scelta di rialzo del tasso centrale. E contemporaneamente il bollettino avverte che non è possibile escludere del tutto l´eventualità di una nuova crisi del debito sovrano in futuro. Quindi è necessario istituire un meccanismo permanente di governance e di gestione delle crisi, in grado di affrontare crisi di liquidità e di solvibilità di paesi membri.

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