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Pesenti punta sul private equity. Clessidra passa a Italmobiliare

Sarà l’Italmobiliare della famiglia Pesenti a guidare la nuova vita del fondo Clessidra, il più grande attore del private equity in Italia. Ieri Manuela Sposito, vedova del fondatore Claudio ed erede della maggioranza della società di gestione milanese, ha selezionato Italmobiliare quale candidato cui affidare il futuro di Clessidra. La proposta è stata giudicata «preferibile e meritevole» di essere perseguita con l’avvio di trattative in esclusiva per l’acquisto del 100% della sgr. Poi spetterà agli otto partner che si dividono il 21% della società, sotto la guida dell’amministratore delegato Stefano Bottinelli, decidere se lasciare o condividere il nuovo percorso a fianco della dinastia di industriali.

La candidatura all’acquisto da parte di Italmobiliare arriva a sorpresa, visto che avevano avanzato proposte investitori più prettamente finanziari. Dalla Mittel ai fondi Nb Renaissance, a Ardian e Equita sim. Più quella del presidente di Clessidra, Francesco Trapani. Ma in realtà Carlo Pesenti il debutto di Intermobiliare come investment company l’aveva in mente da tempo, almeno da quando un anno fa aveva impostato il passaggio di Italcementi sotto le insegne della tedesca Heidelberg Cement. «Per certi versi si torna alla Italmobiliare degli anni 80, cioè una società di investimenti che dovrà gestire un portafoglio», aveva detto all’assemblea di aprile. E forse in quel momento il nome di Clessidra l’aveva già in mente. Visto che il negoziato, gestito in diretta dall’imprenditore affiancato dallo studio Pedersoli, è partito quindici giorni fa. La vendita delle attività nel cemento partirà dopo l’estate, con l’opa e l’incasso per la famiglia di 2 miliardi, di cui uno sarà reinvestito nel 5% di Italcementi-Heidelberg. Italmobiliare metterà anche a disposizione le sue munizioni per il fondo III di Clessidra, la cui raccolta si è fermata a 600 milioni proprio a causa delle incertezze sugli assetti tra soci insorte dopo la morte del fondatore. L’investimento in questa fase verrà dalla liquidità della holding, pari a 140 milioni. L’offerta di Pesenti avrebbe battuto le concorrenti sulla base di una valutazione tra 16 e 20 milioni per il 100% di Clessidra.

Daniela Polizzi

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