Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Perugina, flessibilità senza precari Buitoni, pizza globale Ecco i piani di Nestlé»

Il primo messaggio è rivolto ai sindacati: «Non abbiamo nessuna volontà di stravolgere i contratti di lavoro vogliamo solo adeguare il modello produttivo alle esigenze della stagionalità». Il secondo al mondo del business: «Proveremo a fare di Pizza Buitoni un caso di successo internazionale come è stata l’acqua Sanpellegrino». Il terzo alla politica italiana: «Bene il rinnovamento della leadership ma bisogna crederci». Paul Bulcke, belga, classe 1954, è il Ceo della Nestlè dal 2007 ed è in Italia per inaugurare la nuova sede di Milano Assago che ospiterà il quartier generale della Nestlé Italia e 1.300 dei suoi dipendenti. Il caso ha voluto che il vernissage cadesse in un momento critico per l’immagine della multinazionale accusata dai sindacati di voler precarizzare il lavoro trasformando i contratti a tempo indeterminato in stagionali. Bulcke replica: «Puntiamo ad avere con i nostri dipendenti una relazione di lungo termine e vogliamo solo discutere come adattarci alle nuove necessità delle attività in cui siamo impegnati. Le voci circolate sulla dismissione dei contratti a tempo indeterminato sono assolutamente infondate, onoreremo i nostri impegni e siamo aperti al dialogo». Il merito del contenzioso riguarda il lavoro e la flessibilità della prestazione dei lavoratori assunti a tempo indeterminato negli stabilimenti dei gelati (Parma e Ferentino) e della cioccolata (Perugia). Si sta ragionando — da parte dell’azienda — su come evitare gli esuberi nella curva bassa di produzione rimodulando gli orari settimanali o incentivando il part time, ma sempre nell’ambito dell’utilizzo di contratti a tempo indeterminato. Per Nestlé l’Italia rappresenta per vendite il nono mercato ma come dimostrano le straordinarie esperienze di Sanpellegrino e Perugina la multinazionale svizzera ha contribuito a fare di due marchi italiani dei brand di assoluta rilevanza mondiale incrementando così significativamente il nostro export. «Il made in Italy — dice Bulcke — ha un grande seguito fuori dalle vostre frontiere. Vuol dire creatività, stile, design ed estetica. Fareste bene a credere di più in voi stessi, ad essere orgogliosi della vostra tradizione imprenditoriale. Per quanto ci riguarda pensiamo che Pizza Buitoni possa rappresentare un caso di successo analogo a Sanpellegrino con ampie possibilità di sviluppo in Europa e negli Usa». Il manager belga sostiene che se il gruppo è stato capace di costruire il successo Sanpellegrino con un prodotto tutto sommato semplice come l’acqua conferendo al brand requisiti di eleganza e raffinatezza e qualcosa di genere si può fare anche con Buitoni: «E io personalmente adoro la pizza». In Italia Nestlè ha 17 impianti produttivi sui quali,nel corso del triennio passato, ha investito 200 milioni e per il 2014-2015 è prevista la conferma degli stessi livelli. In più l’impianto della pizza è a Benevento e la Nestlé ha più volte confermato di essere orgogliosa di lavorare in Campania, tanto è vero che proprio in questi giorni è partito in loco un piano di assunzioni. Bulcke conferma che il suo gruppo parteciperà all’Expo 2015 «in stretto rapporto con il padiglione svizzero» perché è interessato a presidiare le tematiche dello sviluppo economico e della nutrizione. «Una parte del mondo cerca un approvvigionamento quantitativo e l’altra qualitativo e noi che abbiamo 460 stabilimenti nel pianeta siamo pienamente coinvolti da questa sfida». In linea con questa responsabilizzazione Nestlè ha lanciato anche un programma di youth employment a livello europeo. Ma non è compito delle autorità comunitarie e dei governi tentare di incrementare l’occupazione? «Sono le aziende a creare i posti di lavoro, non i governi. I tassi di disoccupazione giovanile sono insostenibili per le nostre società e vogliamo contribuire creando occupazione. In questo modo cerchiamo di motivare i governi ad affrontare il problema, tocca a loro disegnare la cornice e alle aziende dipingere il quadro».
Arriviamo all’Italia e ai cambiamenti che la attraversano. «Il vostro Paese come l’Europa ha prove difficili davanti a sé e il rinnovamento della leadership avvenuto con il governo Renzi non può che aiutare a implementare una serie di azioni correttive. Dovreste però crederci di più, non dovete pensare di attraversare un declino irreversibile. Avete risorse e creatività per riprendervi così come stanno facendo Peasi come la Spagna e il Portogallo, oltre alla stessa Grecia, che non hanno le vostre risorse. Noi siamo da sempre in Italia anche se non è stato sempre facile. Abbiamo passato i nostri temporali ma crediamo nella ripresa. Del resto quando è iniziata la crisi nel 2008 non ci siamo impauriti e non ci siamo assentati per prenderci un anno sabbatico».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa