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Persi 499 mila posti a termine. Cassa integrazione, ore dimezzate

ROMA La prima avvisaglia si trova nei dati di febbraio, quando la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni evidenzia un saldo negativo con 29 mila posti di lavoro in meno. Un dato che nei mesi seguenti si è aggravato di pari passo con gli effetti dell’emergenza sanitaria sulle attività produttive, colpendo anche l’occupazione. A marzo il cosidetto saldo annualizzato delle posizioni di lavoro ha segnato -279 mila, peggiorando ulteriormente a fine aprile con un calo di 610 mila posti di impiego sul 2019. A monitorare l’andamento del mercato del lavoro è l’osservatorio dell’Inps che evidenzia come l’impatto del Covid-19 abbia colpito in particolare la fascia dei lavoratori a tempo determinato, con un saldo di 499 mila contratti a termine in meno su aprile 2019.

I dati dell’istituto presieduto da Pasquale Tridico riassumono l’andamento delle assunzioni nel corso dei primi quattro mesi del 2020, riscontrando la battuta di arresto nelle attivazioni di nuovi contratti di lavoro. In totale nel settore privato, tra gennaio e aprile, sono stati assunti 1,49 milioni di lavoratori, il calo sullo stesso periodo del 2019 «è molto forte (-39%) ed è risultato particolarmente rilevante» in aprile (-83%), ancor più di marzo (-45%) «per effetto dell’emergenza legata alla pandemia e le conseguenti restrizioni», spiega l’Inps.

Nei primi quattro mesi dell’anno è evidente un’ulteriore dinamica correlata al lockdown e alle misure adottate dal governo, il blocco dei licenziamenti per ragioni economiche ha infatti «stravolto» l’andamento delle cessazioni dei rapporti, con una marcata diminuzione delle espulsioni dal mondo del lavoro. «Tale diminuzione — segnala l’Inps — è particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel bimestre marzo-aprile (-47%) a seguito dell’introduzione per decreto del divieto di licenziamento». L’istituto ha inoltre aggiornato i dati sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, comunicando che nel mese di giugno sono state autorizzate 408,7 milioni di ore di cassa integrazione con causale Covid-19. Rispetto al mese di maggio le ore di Cig sono diminuite di circa il 52%, evidenziando così la graduale ripresa delle attività.

Nel frattempo il totale delle ore di cassa integrazione fra 1 aprile e 30 giugno ha raggiunto quota 2,09 miliardi: in dettaglio 1,07 miliardi di ore di Cig ordinaria, 628 milioni di ore per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 389 milioni di ore di Cig in deroga. Proprio ieri sono arrivati i 516 milioni stanziati per il pagamento della Cig agli artigiani, ha annunciato Dario Bruni, presidente del Fondo di Solidarietà Bilaterale Artigiani (Fsba), «ma per maggio, giugno e luglio serviranno altri 500 milioni».

Il ricorso agli ammortizzatori sociali è una delle misure cardine adottate dal governo per fronteggiare il fermo delle attività produttive, non a caso nella manovra di agosto è previsto di inserire un ulteriore allungamento della Cig legata al Covid-19. A confermarlo è stata la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, nel corso della discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali con Cgil, Cisl e Uil: «Il nuovo decreto conterrà un pacchetto di misure per il lavoro che comprende la proroga della cassa integrazione di ulteriori 18 settimane». La proroga della Cig scatterebbe dal 15 luglio, in alternativa sono allo studio «sgravi per le aziende che decidono di far rientrare i dipendenti al lavoro».

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