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Perrazzelli (Bankitalia): Pop Bari, ristoro a chi è stato ingannato

La Banca d’Italia apre al ristoro per i risparmiatori traditi della Popolare di Bari, 69 mila soci che hanno seguito gli aumenti di capitale e poi non hanno potuto vendere le azioni dell’istituto commissariato a dicembre: «Andranno comunque individuate forme di ristoro per i casi di comportamenti scorretti registrati in occasione degli ultimi aumenti di capitale», ha detto ieri alla Commissione finanze della Camera la vice direttrice generale di Bankitalia, Alessandra Perrazzelli, in audizione nell’ambito dell’iter di conversione del decreto legge per il sostegno al sistema creditizio del Sud.

La trasformazione in spa prevista dalla legge è per Banca d’Italia fondamentale — come hanno detto mercoledì anche Invitalia e Mcc — affinché l’intervento in PopBari da parte di Fondo Interbancario (Fitd) e Mediocredito Centrale possa avere seguito. In questo contesto «per realizzare una prospettiva di risanamento è indispensabile che l’azionista pubblico svolga un ruolo di direzione forte e attivo». Il governo ha stanziato 900 milioni per ricapitalizzare Invitalia e a cascata Mcc e quindi la PopBari, mentre Fitd ha già versato 310 milioni di euro a fine anno come intervento-ponte per ripristinare i ratio patrimoniali della banca, dato che — come ha detto ieri il presidente della Consob, Paolo Savona — «il patrimonio netto al 30 giugno 2019 era pari a 442 milioni euro e si deve presumere che a seguito delle perdite questo capitale è perso. Si parla di circa 70.000 piccoli azionisti». Ci sono poi 291 milioni di euro di bond subordinati in mano alla clientela. La cifra finale del «buco» da ripianare si aggira sugli 1,4 miliardi di euro ma per la sua definizione si attendono i conti finali che i commissari straordinari Enrico Ajello e Antonio Blandini hanno avviato.

Entro l’anno l’operazione dovrà essere completata, ha spiegato mercoledì Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, azionista unico di Mcc. Ma dato che su PopBari si vuole costruire un polo bancario del Sud, ieri Perrazzelli ha specificato che il progetto di risanamento e rilancio «è aperto al contributo di soggetti esterni: altre banche del territorio, investitori non bancari, partner industriali», in linea con l’obiettivo di rispondere a logiche, criteri e condizioni di mercato secondo quanto richiesto dal decreto e dalla Commissione europea». Potrebbero affiancare il Fitd e coprire così le perdite pregresse, dato che Mcc, che è un soggetto pubblico, non può farlo. È il progetto della Banca del Sud, che si vuole costruire integrando piccoli istituti del Mezzogiorno in difficoltà. I commissari «sono già al lavoro per individuare controparti interessate», ha detto Perrazzelli. Circa la Vigilanza ha ribadito che su PopBari «è stata continua e articolata, nei limiti delle possibilità di intervento a essa riconosciute dalla legislazione vigente». E che resta «l’impegno della Banca d’Italia a dare conto in ogni modo, in ogni momento e in ogni sede del proprio operato».

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