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Perquisite le sedi FonSai per le riserve

Sinistri chiusi in massa prima del tempo in modo da alleggerire le riserve del gruppo, salvo poi riaprirli in un secondo tempo quando si accertava che i casi non erano affatto risolti e le pratiche necessitavano di nuovi esborsi.
Potrebbe essere questo l’escamotage che negli anni passati i dirigenti del gruppo FonSai adottavano sistematicamente per sottrarre risorse alle riserve sinistri e destinarle ad altri fini, tra cui la remunerazione dei soci: è l’ipotesi a cui sembra portare l’indagine della Procura di Torino, che ieri ha visto il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza effettuare perquisizioni in tutta Italia. Obiettivo delle Fiamme gialle, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore, verificare se i picchi di pratiche chiuse e poi riaperte registrati nel gruppo FonSai tra il 2008 e il 2011 siano stati casuali oppure se dietro ci fosse una forzatura voluta e ispirata dai vertici del gruppo: per questo, ieri la Guardia di Finanza ha passato al setaccio a Torino i server della divisione It del gruppo e a Milano i computer della direzione sinistri; altre perquisizioni sono state effettuate anche nelle sedi di Napoli, dove veniva coordinata l’attività per il Sud Italia e di Bari, a cui facevano capo le agenzie pugliesi, regione in cui la quota delle pratiche sospette ha raggiunto i picchi più elevati.
«Sono state sinora riscontrate le maggiori criticità nella determinazione della riserva sinistri del ramo auto: le anomalie rilevate si sarebbero poi riverberate nell’insufficienza delle riserve tecniche e degli accantonamenti effettuati dalle compagnie assicurative del Gruppo per far fronte al risarcimento dei propri assicurati», ha fatto sapere la Guardia di Finanza in una nota. L’attenzione degli investigatori è stata inoltre estesa al sistema informatico che gestisce la banca dati sinistri: «Il sospetto – spiegano le Giamme gialle – è che il software sia stato modificato, in maniera tale da produrre dei valori di consuntivo alterati, poi confluiti nel bilancio consolidato».
Gli interventi condotti ieri rientrano nell’ambito delle indagini sulle iniziali ipotesi di falso in bilancio e ostacolo all’attività di vigilanza per gli anni dal 2008 al 2011, che hanno già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di otto degli amministratori che si sono alternati nella direzione del gruppo.
Un altro filone d’indagine resta concentrato sulle operazioni immobiliari che hanno riguardato diverse società del gruppo. L’attività della Procura è volta ad accertare le dinamiche interne al gruppo e, i controlli effettuati dall’autorità di vigilanza.

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