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Perissinotto (Intesa Pb): conciliare protezione e assunzione di rischi

Nel 2016 Intesa Sanpaolo Private Banking ha ottenuto una raccolta netta di poco più di 4 miliardi di euro (la cifra non include l’attività della rete Fideuram). Un flusso che corrisponde a circa il 5% dello stock di risorse già in gestione. Interessante è la provenienza di queste risorse, anche ai fini della strategia del braccio operativo nel private banking di Ca’ de Sass, MF-Milano Finanza ne ha parlato con il direttore generale, Saverio Perissinotto.

Domanda.
Da dove provengono queste nuove masse?

Risposta. Per circa il 60% dall’afflusso di clienti tradizionali, quelli con patrimoni a partire dal milione di euro. Ma per il 40% queste nuove masse fanno capo a esponenti della categoria High Net Worth Individual, dotati di patrimoni dai 10 milioni di euro in su. In diversi casi, questi notevoli capitali sono stati frutto di quelli che nel gergo degli investment banker sono definiti «eventi di liquidità». Si tratta in pratica di riscossioni di dividendi, oppure di liquidazioni di investimenti da parte di un fondo di private equity.

D. Quindi clienti che sono abituati a impiegare parte delle proprie sostanze in impieghi a maggiore contenuto di rischio e a più lungo termine. Quanto è importante questo ai fini della strategia di Isp Pb?

R. È rilevante perché con i rendimenti a livelli così bassi, ma soprattutto con l’imprevedibilità degli attuali scenari politico-finanziari, è impossibile ottenere buoni ritorni restando su scadenze brevi e strategie di investimento di corto respiro.

D. Potrebbe essere più esplicito?

R. Pensi per esempio agli eventi politici del 2016. Se avessimo liquidato investimenti sulla scorta delle reazioni prevedibili all’indomani della Brexit, o cercando di anticipare il risultato delle elezioni americane, avremmo avuto impatti negativi, perché poi il mercato è andato in direzione opposta a quella che si pensava. Oggi è invece necessario investire a più lungo termine e con strategie che prescindono dagli andamenti congiunturali.

D. Oggi tuttavia i clienti più facoltosi sono sempre più sensibili ai rischi, anche di natura politica e normativa, che possono minacciare i rispettivi patrimoni. Come si possono conciliare queste esigenze, per certi versi opposte?

R. Occorre creare un mix equilibrato di investimenti prudenziali e impieghi più rischiosi, anche in asset cosiddetti alternativi. Per questo entro breve, nel giro delle prossime settimane, Intesa Sanpaolo Private Banking lancerà una linea di gestione con una tecnica di protezione innovativa e a volatilità contenuta, che si affiancherà ai prodotti tradizionali di stampo assicurativo volti alla protezione del capitale e agli altri che prevedono una maggiore assunzione di rischio.

D. Che cosa vi aspettate per il 2017?

R. Di confermare la crescita messa a segno lo scorso anno, potenziando il servizio che forniamo ai clienti, e continuando a migliorare il modello di servizio.

D. C’è stata una certa fuoriuscita di capitali di clienti private italiani verso l’estero. Ciò rappresenta un rischio per voi?

R. Non abbiamo riscontrato tale tendenza riferita all’Italia.

D. Pochi mesi prima del referendum sulla Brexit avete aperto una filiale a Londra. Siete preoccupati?

R. No, l’attività non manca in quella che è una delle principali piazze finanziarie mondiali. (riproduzione riservata)

Giuliano Castagneto

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