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Perequativo più generoso del previsto

Un perequativo più generoso del previsto. Grazie alla possibilità di scomputare i contributi a fondo perduto già ricevuti dal peggioramento del risultato economico anziché dall’ammontare del nuovo sostegno dovuto, sarà infatti più ampia e più sostanziosa la platea dei beneficiari. Tutto ciò è quello che si può ricavare dalla lettura delle disposizioni contenute nell’articolo 2 del decreto attuativo del nuovo contributo a fondo perduto perequativo, introdotto dall’articolo 1, commi da 16 a 27, del dl n.73 del 2021 (c.d. Sostegni-bis).https://3116b05dff0cf75f1eb6703432f0ab7d.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

Nella disposizione in commento si precisa infatti che alla differenza fra il risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, diminuita dell’importo dei contributi a fondo perduto eventualmente riconosciuti dall’Agenzia delle entrate, sono applicate le differenti percentuali di calcolo sulla base dello scaglione di ricavi di appartenenza del contribuente. Così facendo si amplia, di molto, la possibilità di accesso al nuovo beneficio a fondo perduto, anche per i contribuenti che hanno ricevuto somme consistenti di aiuti sulla base delle normative emergenziali.

Se il decreto avesse previsto lo scomputo dei contributi già ricevuti non dall’ammontare imponibile, ma dal contributo perequativo lordo, per molti contribuenti la via del nuovo bonus sarebbe risultata più ardua, se non addirittura totalmente inibita, nonostante la presenza di un evidente peggioramento dei risultati economici. Quale conseguenza della più favorevole logica di calcolo scelta dal decreto attuativo del 12 novembre scorso, nello stesso si prevede espressamente che non spetti alcun contributo a fondo perduto qualora l’ammontare complessivo dei contributi già riconosciuti dall’Agenzia delle entrate, sia eguale o maggiore alla differenza del risultato economico dei due esercizi presi a riferimento. Per quanto riguarda i contributi già ricevuti da sottrarre alla differenza fra i due risultati economici, l’elencazione degli stessi è tassativa e deve essere rispettata alla lettera.https://imasdk.googleapis.com/js/core/bridge3.489.0_en.html#goog_1681885617

Tornando al meccanismo di calcolo previsto dal decreto al preciso scopo di comprenderne la concreta portata si ipotizzi un semplice esempio. Supponiamo che una srl abbia conseguito un peggioramento del risultato economico 2020 rispetto al 2019 di euro 50.000 e che tale risultato sia superiore, in termini percentuali al 30% richiesto dalla norma. Supponiamo inoltre che la srl in oggetto, abbia già ricevuto contributi a fondo perduto dall’Agenzia delle entrate per euro 25.000 e che nel 2019 abbia conseguito ricavi per euro 450.000. Sulla base del criterio di calcolo individuato dal decreto attuativo, la società in oggetto dovrà scomputare i contributi già ricevuti dal peggioramento del risultato economico e applicare alla differenza, qualora esistente, l’aliquota del 15% (scaglione ricavi fra 400.000 e fino a 1 milione di euro). Sulla base dell’esempio sopra formulato, la nostra SRL avrà diritto a un contributo a fondo perduto perequativo di euro 3.750, quale risultato della seguente formula matematica: (50.000-25.000)*15%.

Se il criterio di calcolo scelto avesse invece previsto lo scomputo dei contributi a fondo perduto già ricevuti, dal risultato scaturente dall’applicazione della percentuale basata sui ricavi 2019 al peggioramento di risultato economico, la nostra società non avrebbe avuto diritto ad alcun contributo perequativo. La scelta di un criterio di calcolo più favorevole ai contribuenti potrebbe essere giustificata dal fatto che le dichiarazioni presentate entro il 30 settembre scorso e/o i peggioramenti dei risultati economici risultanti dalle stesse, hanno fatto registrare valori migliori di quelli attesi. Preso atto di tale apertura non resta che preparare i conteggi da inserire nei modelli di richiesta che a breve l’Agenzia delle entrate dovrebbe approvare.

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