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Perdonato l’errore «tecnico»

Le Entrate concedono una moratoria per le sanzioni connesse all’erronea applicazione della nuova aliquota Iva 22% (mentre, va ricordato, l’aumento non coinvolge le aliquote del 4 e del 10%). L’inaspettato incremento dell’imposta, che veniva dato per posticipato, ha creato non pochi problemi agli operatori, che stanno lottando contro il tempo per adeguare le procedure e i sistemi di fatturazione. Considerata la situazione di “emergenza” le Entrate, con un comunicato stampa del 30 settembre, hanno concesso un periodo di tolleranza durante il quale non saranno applicate sanzioni nel caso di errori connessi al cambio di aliquota (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
I tempi dell’adeguamento
Il comunicato ricalca quello del 16 settembre 2011 in occasione del passaggio dell’Iva dal 20 al 21% e rinvia esplicitamente, quanto alle modalità da osservare per sanare eventuali errori, alla circolare 45/E/2011, anch’essa diramata in relazione a quell’aumento. In particolare, per i contribuenti mensili non sono dovute sanzioni se la rettifica della fatturazione con la minore aliquota è effettuata entro il termine stabilito per il versamento dell’acconto Iva (27 dicembre), relativamente alle fatture emesse nei mesi di ottobre e novembre, ed entro il termine di liquidazione annuale (16 marzo), per le fatture emesse nel mese di dicembre. Per i contribuenti che effettuano le liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale, sia per previsione di legge che per opzione, la regolarizzazione senza sanzioni è possibile entro il termine di liquidazione annuale (16 marzo), per le fatture emesse nel quarto trimestre 2013.
Il versamento
Il versamento della maggiore imposta eventualmente dovuta dovrà essere effettuato utilizzando i codici tributo delle liquidazioni di riferimento. A ogni modo, sono dovuti gli interessi ove le scadenze sopra indicate comportino un differimento dei termini ordinari di liquidazione e versamento. In considerazione del rinvio operato dal comunicato stampa alla circolare 45/E/2011, si deve ritenere altresì valida l’agevolazione prevista per il cessionario o il committente soggetto passivo Iva destinatario di una fattura erronea: questi, sebbene sarebbe tenuto a provvedere alla regolarizzazione delle fatture ricevute con l’indicazione della minore aliquota entro il 30esimo giorno da quello della registrazione (articolo 6, comma 8, lettera b) del Dlgs 471/97), nell’ipotesi in cui non abbia ricevuto la fattura integrativa, può effettuare la regolarizzazione in questione (senza sanzioni) oltre tale termine ma comunque entro il 30 aprile.
Solo errori tecnici
Tuttavia, come nel 2011, anche in questa occasione permangono alcune incertezze attorno all’interpretazione del comunicato. Anzitutto, all’apparenza, la moratoria non copre tutti gli errori ma solo quelli connessi a «ragioni di ordine tecnico» che hanno impedito l’adeguamento dei «software per la fatturazione e i misuratori fiscali». Inoltre, è necessario che gli operatori provvedano a regolarizzare «le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento» ai sensi del primo comma dell’articolo 26 del Dpr 633/72 (nota di debito), entro le suddette scadenze.
La portata del comunicato, e quindi il campo di applicazione della moratoria, richiede, allora, l’attenta ponderazione del significato da attribuire a due aspetti: il requisito rappresentato dalle «ragioni di ordine tecnico» da cui è dipeso l’errore e il riferimento alla variazione ai sensi dell’articolo 26 del Dpr 633/72. Quanto al primo aspetto, rimane il dubbio circa il grado di complessità richiesto affinché si possa beneficiare della disapplicazione delle sanzioni. A ogni modo, il tenore letterale del comunicato porta a escludere che possano considerarsi scusabili errori frutto di disattenzioni o comunque, in generale, non attribuibili agli strumenti tecnici e informatici utilizzati per gestire la fatturazione delle vendite.
Note di variazione
In merito al rinvio alla (sola) procedura articolo 26, utilizzabile limitatamente alle operazioni con emissione della fattura, tale impostazione finisce per trascurare i corrispettivi certificati con ricevuta o scontrino. Per cui, per beneficiare della disapplicazione delle sanzioni, occorrerà provvedere, in sede di liquidazione, a determinare la quota imponibile dell’operazione mediante scorporo dividendo l’importo al lordo di Iva per 122.

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