Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Perdite su crediti, conti in linea

Perdite su crediti ai fini fiscali in linea con i principi contabili. Quando cioè il documento di riferimento nella redazione del bilancio di esercizio si riferisce a fenomeni di cancellazione del credito con completo trasferimento di rischi, tale ipotesi concretizzerà anche i requisiti per il rispetto della normativa tributaria. Inoltre, con riferimento ai crediti di modesto importo, per le poste ante 2012, si rendono applicabili le nuove disposizioni di legge. Sono queste alcune delle indicazioni espresse dall’amministrazione finanziaria nella circolare n. 14 di ieri con la quale l’Agenzia delle entrate ha fornito i propri chiarimenti in tema di perdite su crediti alla luce delle misure contenute nella legge di stabilità 2014 e all’indomani di un analogo documento di Assonime. La circolare dell’Agenzia contiene anche i chiarimenti legati alle novità normative che hanno interessato gli enti finanziari quali le banche e le assicurazioni oltre ad illustrare le conseguenze delle novità in questione anche ai fini Irap. La prima parte della circolare è destinata a illustrare, viste le modifiche apportate all’articolo 101, comma 5, del Tuir dalla legge di stabilità, le nuove ipotesi che regolano la redazione del bilancio di esercizio da parte dei soggetti non Ias e le ricadute in campo fiscale. Posto che la norma fiscale prevede la possibilità di una imputazione a titolo di perdita su crediti al ricorrere degli elementi certi e precisi, gli stessi vengono considerati soddisfatti in base alla norma stessa nel momento in cui avviene la cancellazione dal bilancio dei crediti sulla base, ovviamente, della applicazione dei principi contabili di redazione del bilancio medesimo. Un ruolo importante riveste il principio Oic 15 come rivisto e, proprio su questo, si basa l’analisi dell’amministrazione finanziaria che afferma, che la cessione pro soluto realizza l’elemento certo e preciso a differenza di quanto avviene in relazione alla cessione pro solvendo. L’analisi viene però formulata anche sulla base del nuovo principio contabile, nel quale si afferma come la cancellazione del credito dal bilancio avviene tutte le volte in cui il credito si estingue o viene ceduto in un’operazione di cessione che trasferisce al cessionario sostanzialmente tutti i rischi inerenti lo strumento finanziario ceduto. Quindi, quando i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito si estinguono oppure la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito è trasferita e con essa sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi inerenti il credito. In concreto, le operazioni che sostanziano tali principi sono individuate dall’Agenzia ancora nella cessione pro soluto piuttosto che nella cartolarizzazione. Invece, laddove al trasferimento della titolarità del diritto non corrisponda il trasferimento dei rischi, il credito rimane iscritto nel bilancio come nel caso del pegno su crediti. E gli aspetti fiscali legati al trattamento delle perdite su crediti, deriveranno dalla applicazione dei principi contabili. In ogni caso, non hanno, invece, automatica rilevanza fiscale le perdite rilevate a seguito di cancellazioni dal bilancio poste in essere in periodi d’imposta precedenti, per la deducibilità delle quali è necessario valutare la ricorrenza degli elementi certi e precisi a norma del comma 5 dell’articolo 101 del Tuir. In relazione a questo aspetto della norma, la circolare precisa come la sussistenza dei requisiti che qualificano i crediti come di modesta entità rappresenti un dies a quo per la deduzione della perdita su crediti e dunque non impedisce l’applicazione della nuova modalità di deduzione nelle ipotesi in cui la scadenza dei sei mesi si compia a partire dal 2012 e l’imputazione della perdita al conto economico, anche sotto forma di svalutazioni, sia stata già effettuata precedentemente. Viene poi osservato come per i soggetti che operano svalutazioni per masse e che, conseguentemente, considerano il fondo svalutazione crediti con funzione mutualistica, le perdite sui crediti di modesto importo la cui scadenza dei sei mesi matura a partire dal 2012 deve essere integralmente imputata all’intero ammontare delle svalutazioni operate negli anni precedenti per la parte non dedotta.

In relazione al funzionamento della disciplina a regime, laddove si realizzino i requisiti previsti dalla norma per i crediti di modesta entità, l’intero ammontare dei predetti crediti nell’ipotesi in cui trova capienza nel valore delle svalutazioni non dedotte deve essere attribuito, sul piano fiscale, ad una perdita su crediti di cui al comma 5 dell’articolo 101 del Tuir con la necessità, ovviamente, di monitorare le vicende successive dei crediti in questione che non potranno più generare «vantaggi» di natura tributaria.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa