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Perdite sistemiche a tappeto

L’Agenzia delle entrate estende, in via interpretativa, la disciplina sulle responsabilità tributarie, disposte per le società di capitali, a quelle personali cancellate dal Registro imprese. E ritiene che la nuova disciplina, in assenza di specifica indicazione, sia applicabile anche all’ipotesi di distribuzione di denaro nella fase di liquidazione.

Queste le risposte fornite dall’Agenzia delle entrate, nel corso del Videoforum 2015 di ItaliaOggi di ieri, con riferimento alla disciplina delle “società estinte”, di cui all’art. 28, d.lgs. 175/2014 (cosiddetto “decreto semplificazione”).

L’articolo 2495 c.c. dispone che, dopo la cancellazione della società dal Registro delle imprese, i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i propri diritti nei confronti dei soci, fino a concorrenza delle somme riscosse sulla base del bilancio finale di liquidazione, e dei liquidatori, se il mancato pagamento è avvenuto per colpa di questi ultimi.

La disciplina ha effetto sugli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi, dei contributi, delle sanzioni e degli interessi, in caso di società cancellate dal Registro delle imprese o di società in liquidazione; di fatto, l’estinzione della società ha effetto solo trascorsi cinque anni dalla data della richiesta di cancellazione presentata dalla società.

Per come risulta impostata la disciplina, sono emerse subito numerose perplessità sulla relativa applicazione, a partire dalla necessità di individuare un riferimento normativo da rispettare per la graduazione dei crediti, non essendo stato indicato dalle nuove disposizioni, e dall’incertezza nella decorrenza, per l’applicazione delle nuove regole. Con riferimento a quest’ultimo punto, le Entrate avevano già fornito il proprio indirizzo (circ. 31/E/2014) ma, incalzata nuovamente sul tema, stante la necessità di procedere nel pieno rispetto del “principio del legittimo affidamento”, in assenza di un supporto legislativo che affermi il contrario, nella risposta fornita ieri l’Agenzia ha confermato di ritenere la nuova norma di natura procedurale, “in quanto tesa proprio a salvaguardare le azioni di recupero della pretesa erariale”, con la conseguenza che l’agenzia esplicherà la propria attività di controllo anche nei confronti delle società che hanno già chiesto o che risultano già cancellate dal Registro delle imprese, alla data del 13/12/2014. L’articolo 36, dpr 602/1973, come modificato dal d.lgs. 175/2014, dispone, inoltre, che i liquidatori rispondono “in proprio” delle imposte dovute dalla società estinta, se non provano di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione dei beni ai soci o di aver soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari; le Entrate hanno convalidato l’utilizzo, in via interpretativa, delle disposizioni contenute nell’art. 2777 c.c..

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