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Perdite, sconto su ogni mini-credito

La deducibilità automatica scatta per la perdita su ogni mini-credito vantato nei confronti dello stesso debitore. È la lettura più aderente alla chance offerta dall’articolo 33, comma 5, del Dl 83/2012 per procedere allo sgravio (per la prima volta) in Unico 2013 degli importi di modesta entità non riscossi e scaduti da oltre sei mesi. Si tratta dei crediti non superiori a 5mila euro per le imprese con oltre 100 milioni di fatturato e 2.500 euro per le altre imprese.
Dalla rilevazione contabile al periodo di competenza (si veda anche la grafica a lato) sono diverse le questioni in attesa di chiarimenti ufficiali. Proviamo a esaminare le principali.
Molteplici posizioni
Sono due le tesi su come muoversi in presenza di più crediti verso lo stesso debitore.
– La prima considera in modo separato le singole posizioni creditorie scadute, coerentemente con quanto previsto dal dato letterale della norma che fa riferimento al credito di modesta entità. È, peraltro, la linea più facilmente percorribile in quanto è la sola compatibile con la verifica della scadenza dei sei mesi.
– La seconda considera in via unitaria le posizioni nei confronti di ciascun cliente sorte in relazione al medesimo rapporto giuridico o sottoposte alla medesima procedura di tutela legale. Questa soluzione forse è la più coerente con la ratio della disposizione di stabilire per legge una soglia di antieconomicità delle azioni di recupero, in quanto tali azioni possono avere a oggetto l’intero saldo creditorio verso lo stesso soggetto. Tuttavia la situazione diventa estremamente complessa se si assume che la verifica del superamento o meno della soglia vada calcolata su più posizioni creditorie: ognuna, infatti, ha una propria scadenza.
In assenza di chiarimenti di prassi, la prima tesi si rivela più solida e la più vicina al dato letterale della previsione.
Il riferimento temporale
Le nuove disposizioni non consentono alle imprese di dedurre le perdite su crediti di modesto importo scaduti da più di sei mesi a prescindere dalla loro imputazione al conto economico, in quanto nessuna deroga è prevista al principio generale stabilito nell’articolo 109, comma 4, del Tuir. Pertanto va individuato l’esercizio di competenza fiscale di tali perdite.
Non è condivisibile l’impostazione secondo cui il contribuente sarebbe obbligato a portare a perdita tutti i crediti di modesta entità che in un determinato periodo di imposta maturino i sei mesi dalla relativa scadenza: in assenza di tale imputazione nell’esercizio in cui si verifica il decorso dei sei mesi scatterebbe, infatti, la preclusione della possibilità di deduzione successiva. Si ritiene, invece, che tali perdite attengono pur sempre a fattispecie valutative che devono acquistare una competenza civilistica prima che fiscale. Pur introducendo una presunzione di certezza della perdita, la norma fiscale non può che rinviare l’effettiva determinazione temporale a una valutazione degli amministratori. Così il passaggio dei sei mesi rappresenterà solo un termine iniziale per rilevare la perdita di bilancio e ottenerne la deduzione
Pertanto, dovrebbe essere possibile rinviare l’imputazione della perdita a conto economico e la sua deduzione a un esercizio successivo a quello in cui si realizza il requisito temporale, qualora si ritengano sussistere concrete possibilità di recupero.
L’imputazione
La svalutazione in bilancio di crediti di modesto importo scaduti da oltre sei mesi alla voce B10 D) basta a dedurre la perdita, senza necessariamente dover far dipendere lo sgravio alla rilevazione come perdita nel conto economico alla voce B14? Si ritiene che la risposta sia afffermativa, anche sulla base dei precedenti della prassi ministeriale e della posizione della dottrina. La tesi contraria, peraltro, ridurrebbe fortemente l’applicazione della novità normativa.

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