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Perdite, la legge fallimentare non esclude l’assemblea

Le nuove disposizioni «protettive» di cui all’art. 182-sexies della legge fallimentare non sospendono l’obbligo degli amministratori di convocare senza indugio l’assemblea nel caso di perdite rilevanti, né proteggono gli amministratori inadempienti a tale dovere.

A riguardo, verificandosi le situazioni di cui agli artt. 2482-bis e ter c.c. o di cui al 2446 e 2447 c.c., la legge 7 agosto 2012 n. 134 ha introdotto una sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione e la temporanea inoperatività della causa di scioglimento allorché la società depositi una domanda di accordo di ristrutturazione o una proposta di accordo o una domanda di concordato preventivo.

Tali domande, secondo il notariato toscano, possono essere presentate prima delle richieste assemblee, dopo che l’assemblea convocata per la ricapitalizzazione non abbia deliberato in tal senso o dopo che sia spirato il termine per la conclusione della ricapitalizzazione. In nessuno di detti casi opererà la causa di scioglimento della società.

Da rilevare che, se lo statuto prevedesse che il concordato preventivo sia da deliberarsi in sede assembleare, la decisione non potrà esser assunta se tale possibilità non è prevista nell’ordine del giorno dell’assemblea.

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