Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Perdite deducibili con certezza

Nozione di elementi certi e precisi e funzionamento della disciplina delle perdite su crediti in caso di procedure concorsuali al vaglio dell’amministrazione finanziaria. E con regole più certe per la deduzione anche in relazione alle novità normative giunte nel corso del 2012. È questo in sintesi il contenuto della circolare n. 26 del 1° agosto scorso con la quale l’Agenzia delle entrate ha fornito un quadro interpretativo complessivo delle disposizioni contenute nell’articolo 101 del Tuir eliminando molti dei dubbi che sulla materia persistevano già da tempo. In linea di principio, la norma consente la deducibilità delle perdite su crediti al ricorrere di due condizioni alternative quali la ricorrenza di elementi certi e precisi ovvero nel caso in cui il debitore sia assoggettato a procedure concorsuali, circostanza questa che configura in modo automatico la nozione di elemento certo e preciso. In entrambe le situazioni, comunque, prima di valutare gli effetti della normativa tributaria, è ovviamente fondamentale analizzare il comportamento che l’impresa ha tenuto in relazione all’aspetto civilistico nell’ambito del quale la regola fondamentale è quella della valutazione coerente dell’ammontare del credito che non si ritiene più recuperabile. E questo anche nel caso di procedure concorsuali. In generale, la nozione di elemento certo e preciso attiene alla circostanza che il credito oggetto di valutazione (indipendentemente dalla sua natura) non sia recuperabile, nel senso che tale condizione deve sussistere non in modo temporaneo. Una valutazione, dunque, che deve essere ancorata alla produzione documentale quale ad esempio delle comunicazioni redatte da legali ovvero da relazioni messe a punto da società che operano nel settore del recupero crediti e che attestano appunto l’irrecuperabilità degli stessi.

Una eccezione riguarda i crediti di modesto importo per i quali, fatte salve le nuove regole introdotte nel 2012, non è richiesta una stringente documentazione. Nel documento l’agenzia richiama l’ipotesi del pignoramento negativo che, laddove effettuato nei confronti di un soggetto pubblico, potrebbe non acquisire il regime di certezza e precisione posto che, in relazione a tali soggetti è presumibile che il credito possa essere soddisfatto anche successivamente. Una parte dell’analisi effettuata dall’amministrazione finanziaria ha riguardato anche il caso delle transazioni e delle remissioni di debito.

In tali ipotesi, la preoccupazione dell’agenzia delle entrate è quella di valutare l’inesistenza di fenomeni elusivi ovvero la convenienza alla rinuncia in termini di inerenza e, anche in questo caso, di valutazione complessiva della posizione del debitore.

Ulteriori indicazioni da parte dell’amministrazione finanziaria sono state date in relazione al caso in cui il credito venga ceduto. In questo caso, la perdita potrà essere dedotta nelle ipotesi in cui la cessione avvenga a favore di intermediari finanziari ovvero nell’ipotesi in cui la perdita è non superiore alle spese che si dovrebbero sostenere per il recupero del credito. Più in generale, comunque, la regola è quella della convenienza dell’azione di recupero rispetto all’ammontare del credito. Laddove il costo per le procedure sia superiore al credito in questione, la deducibilità è ammessa trovando uno degli elementi di riferimento. Due passaggi di questa parte della circolare meritano una ulteriore segnalazione, e cioè quelli riferiti al soggetto debitore in stato o territorio black list e al caso in cui, successivamente alla appostazione della perdita, l’impresa riesca a ottenere una somma. In relazione al soggetto debitore, l’agenzia chiarisce che vanno preliminarmente osservate le disposizioni di cui all’articolo 110 del Tuir, il che significa che dovrà essere valutata, preliminarmente, la convenienza economica dell’operazione originaria che ha generato il credito. In relazione, invece, al recupero di somme, le stesse dovranno essere evidentemente trattate in termini di sopravvenienza attiva nella determinazione del reddito di impresa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa