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Perdite bancarie la deducibilità sarà più veloce da 5 a un anno

Il governo sta per accorciare i tempi per dedurre le perdite sui crediti bancari. Un’operazione studiata per ridare fiato al credito e all’economia, ma che peserà per almeno 3 miliardi di euro sui conti pubblici dei prossimi anni (c’è chi stima fino al doppio). «Siamo fermamente orientati a intervenire per dare alle banche la deducibilità delle perdite in un anno», ha detto il viceministro del Tesoro Enrico Morando, al congresso Acri dove sono riunite Fondazioni e Casse di risparmio. Oggi le banche spalmano su 5 esercizi i benefici fiscali delle perdite su crediti, dopo l’intervento del governo Letta che nel 2013 ridusse un ammortamento di legge di 18 anni. «In un mercato perfettamente unificato – ha detto Morando – cinque anni sono troppo lunghi rispetto agli altri paesi. Sappiamo che dobbiamo fare un sacrificio di bilancio e mi aspetto l’assalto generale contro l’aiuto ai banchieri di demagoghi e populisti, ma siamo fermamente orientati a intervenire ». Il provvedimento allo studio, ha fatto capire il politico del Pd, non andrà al consiglio dei ministri in agenda oggi; ma si farà presto, per «uniformare gli anni di deduzione» alla prassi europea. Come ha ricordato Morando, e come ribadiscono da tempi i banchieri italiani, la media continentale per dedurre le perdite su crediti è un anno.
Dal 2008, avvio della crisi, i crediti inevasi in pancia alle banche italiane si sono quintuplicati: ad aprile 2015 c’erano 191,5 miliardi di euro di sofferenze lorde, il 10% di tutti i prestiti. I fondi di copertura, nei bilanci bancari, sono circa il 45% della somma: ma il mercato valuta quelle sofferenze tra il 15 e il 20% del nominale. La differenza, circa 45 miliardi, è il motivo sonante per cui le banche non riescono a liberarsi delle sofferenze e frenano i nuovi crediti.
Anche se parte delle responsabilità è degli stessi banchieri, resta un fardello che tarpa la flebile ripresa dell’Italia. Per questo il decreto sulle banche di Palazzo Chigi conterrà altre misure che consentano agli istituti di velocizzare la pulizia dei bilanci bancari. Si pensa a velocizzare il recupero dei crediti in contenzioso, che oggi richiede fino a otto anni per formalità burocratiche, oltre che di agevolare i piani di ristrutturazione dei debiti societari. Quanto alla cosiddetta “bad bank”, in forma di veicolo dove apportare sofferenze bancarie per cartolarizzarle, è frenata dalle perplessità della Commissione Ue, che teme aiuti di Stato. A riguardo, Morando ha detto che il confronto con Bruxelles «prosegue, per creare un mercato delle sofferenze bancarie».
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