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Perdite a deducibilità vincolata

Le impostazioni di bilancio “guidano” la deducibilità delle perdite su crediti in Unico 2016. Il principio, in parte già presente nel nostro ordinamento, viene definitivamente affermato dall’articolo 13 del decreto legislativo 147/2015.
Per i crediti di modesta entità e per quelli vantati nei confronti dei debitori assoggettati a procedure concorsuali il nuovo comma 5-bis dell’articolo 101 del Tuir, stabilisce che la deduzione della perdita è ammessa nel periodo di imposta in cui si verifica l’imputazione in bilancio, anche se quest’ultima avviene successivamente al periodo in cui il debitore si considera assoggettato alla procedura concorsuale ovvero risulti decorso il termine di sei mesi dalla scadenza dei “mini crediti”.
Le regole per la deduzione
La deducibilità non è ammessa, tuttavia, laddove l’imputazione in bilancio avvenga in un periodo successivo a quello in cui, secondo la corretta applicazione dei principi contabili, si sarebbe dovuto procedere alla cancellazione del credito dal bilancio.
Il decreto, in sostanza, prevede che per i minicrediti e le procedure concorsuali la deduzione della perdita è ammessa nel periodo di imputazione contabile in bilancio, anche quando la stessa venga effettuata in un periodo di imposta successivo rispetto a quello in cui sussistono gli «elementi certi e precisi».
Per i crediti di modesta entità tale impostazione era stata già accolta in via interpretativa nella circolare 26/E/2013. Lo stesso criterio viene ora adottato in relazione alle perdite verso debitori in procedura concorsuale.
In tal modo dovrebbero venir meno le contestazioni che hanno finora caratterizzato le perdite verso soggetti in procedura, contestazioni originate da un altalenante orientamento della Cassazione che in più occasioni ha ritenuto che l’esercizio di competenza per operare la deduzione deve coincidere con l’apertura della procedura concorsuale.
Secondo questa tesi, in assenza di passaggio a perdita nell’esercizio in cui è emessa la sentenza di fallimento o il decreto di ammissione al concordato, si perderebbe la competenza fiscale della perdita, cosicché la stessa non potrebbe più essere dedotta ove imputata a conto economico negli esercizi successivi.
La valutazione della perdita
La situazione è divenuta ancora più complicata con la circolare 26/E/2013, che ha richiesto che la valutazione dell’entità della perdita risponda a un processo di valutazione, basato sulle risultanze dei documenti di natura contabile e finanziaria redatti o omologati da un organo della procedura. Tale impostazione ha generato difficoltà operative stante la difficoltà di ottenere evidenze documentali dalle procedure da cui trarre indicazioni utili in ordine all’entità della perdita.
In tal senso, l’intervento del Dlgs 147/2015 mira a rendere certo il sistema affermando che la deduzione della perdita su crediti è ammessa – sussistendo i requisiti – nel periodo di imputazione in bilancio,
Sempre in relazione alle stesse tipologie di crediti (procedure concorsuali e minicrediti), l’articolo 13 ribadisce inoltre la deducibilità della perdita anche in caso di imputazione a conto economico di un componente negativo di reddito a titolo di svalutazione. Viene tuttavia chiarito – con effetto retroattivo – che la mancata deduzione della perdita nell’esercizio in cui sia avvenuta l’imputazione a conto economico della stessa a titolo di svalutazione non viola il principio di competenza. La perdita potrà essere quindi dedotta nell’esercizio in cui avviene il «passaggio a perdita» contabile.
È necessario però che la deduzione avvenga non oltre il periodo di imposta in cui si sarebbe dovuto procedere alla cancellazione del credito dal bilancio.
Lo scopo perseguito dal legislatore è quello di evitare per i soggetti che gestiscono le svalutazioni dei crediti per “masse” un aggravio gestionale derivante dal monitoraggio delle perdite esclusivamente “fiscali” in presenza di crediti ancora iscritti in bilancio (ma svalutati). Pertanto, le imprese gestiscono i crediti per masse, possono già in Unico 2016 dedurre i crediti passati a perdita nell’esercizio in cui avviene lo stralcio, nonostante gli stessi siano stati svalutati in esercizi precedenti, nei quali già sussistevano i requisiti per la deducibilità.

Giacomo Albano

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