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Perdita sistemica inscalfibile

L’adeguamento al reddito imponibile minimo nel 2012 per una società in perdita fiscale nel triennio 2010-2012 non fa venire meno lo «status» di società in perdita sistematica per il periodo d’imposta 2013. Come noto, a partire dal periodo d’imposta 2012, per effetto di quanto previsto dall’art. 2, co. 36-decies e seguenti, del dl 138/2011, sono considerate non operative anche le società che dichiarano per tre periodi d’imposta consecutivi perdite fiscali, ovvero che nell’ambito di un triennio dichiarano due perdite fiscali e un reddito imponibile inferiore al minimo calcolato con i coefficienti di cui all’art. 30, co. 3, della legge 724/94.

Come precisato dalla circ. n. 23/2012, le citate disposizioni del dl 138/2011 hanno introdotto una nuova categoria di società di «comodo», che si affianca a quella delle società che non superano il test di operatività effettuato sui ricavi, che riguarda le società in perdita cd. «sistematica», che si realizza nelle ipotesi descritte in precedenza. L’aspetto particolare che differenzia la fattispecie delle perdite sistematiche rispetto alla tradizionale ipotesi della società non operativa riguarda lo «slittamento» di un anno rispetto al momento in cui devono essere verificate le condizioni, con la conseguenza che si considerano in perdita sistematica per il periodo d’imposta 2013 (Unico 2014) le società che alternativamente:

– hanno dichiarato nei periodi d’imposta 2010, 2011 e 2012 una perdita fiscale;

– hanno dichiarato nel triennio 2010-2012 due perdite fiscali ed un reddito imponibile inferiore al minimo risultante dall’applicazione dei coefficienti di cui all’art. 30, co. 3, della legge n. 724/94.

La prima questione che deve essere posta in evidenza riguarda il triennio di osservazione, che per il periodo d’imposta 2013 riguarda le annualità 2010, 2011 e 2012. Come precisato nella circ. n. 1/2013, è sufficiente che nell’ambito del triennio vi sia un solo periodo d’imposta in cui il reddito imponibile sia almeno pari a quello minimo per «spezzare» la catena delle perdite consecutive, con conseguente inapplicabilità della disciplina in esame. Appare evidente che la situazione più vantaggiosa si realizza per quelle società che, pur avendo realizzato perdite fiscali per gli anni 2010 e 2011, abbiano dichiarato un reddito imponibile, almeno pari a quello minimo, per il periodo d’imposta 2012, per le quali l’eventuale status di società in perdita sistematica è rinviato al 2016 (per uscita dal periodo di osservazione del 2012), per il quale il triennio di osservazione è 2013-2015 (fermo restando che in tali annualità siano dichiarate perdite fiscali). Tra l’altro, la stessa Agenzia ha ulteriormente precisato nella medesima circ. 1/2013 che il triennio si «spezza» anche se il reddito imponibile sia abbattuto da perdite fiscali riportate da annualità precedenti, che devono essere neutralizzate al fine di individuare il risultato della società, da assumersi al lordo delle perdite pregresse. Il secondo aspetto da evidenziare riguarda l’eventuale adeguamento al reddito imponibile minimo nell’ambito dei periodi d’imposta che compongono il triennio di osservazione. Secondo quanto precisato nella già citata circ. n. 1/2013, l’adeguamento al reddito minimo della società di comodo, in presenza di una perdita fiscale, non è sufficiente a vincere la presunzione prevista per le società in perdita sistematica, con la conseguenza che il periodo d’imposta deve considerarsi comunque in perdita. Ciò sta a significare, per esempio, che una società che ha dichiarato perdite fiscali nel triennio 2010-2012, ma in tale ultimo periodo d’imposta, non avendo ad esempio superato il test di operatività, si sia adeguata al reddito imponibile minimo, deve comunque considerarsi in perdita sistematica per il periodo d’imposta 2013. Tale interpretazione appare eccessivamente penalizzante, considerando che l’adeguamento ha comportato l’emersione di un reddito imponibile (anche ai fini Irap) e il conseguente versamento delle imposte dovute.

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