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Perdita sistemica a due chance

Le società in perdita sistematica possono verificare sia le cause di esclusione di «legge» per l’anno 2013, sia quelle di disapplicazione nel triennio previste dal provvedimento direttoriale 11 giugno 2012. Le società non operative si distinguono in due tipologie: le società non operative di cui all’art. 30 della legge n. 724/94, ossia quelle che non superano il c.d. «test di operatività» in quanto non hanno ricavi sufficienti a superare quelli minimi presunti applicando i diversi coefficienti agli asset rilevanti (partecipazioni, immobili e altre immobilizzazioni), e quelle in perdita sistematica (introdotte dal 2012 a opera dell’art. 2 del dl 138/2011), che dichiarano perdite fiscali per tre periodi d’imposta consecutivi, ovvero nell’ambito del triennio dichiarano due perdite fiscali e un reddito imponibile inferiore al minimo calcolato con i coefficienti di cui all’art. 30 della legge n. 724/94. Oltre al differente presupposto che ricorre per le due fattispecie di società di comodo descritte, è bene ricordare che per quelle non operative il test di operatività si esegue nel periodo d’imposta stesso (in Unico 2014 per il 2013), mentre per quelle in perdita sistematica occorre aver riguardo al triennio precedente il periodo d’imposta (per il 2013, rileva il triennio 2010-2012). Poiché le cause di esclusione o disapplicazione sono molteplici e presentano differenti presupposti applicativi, è opportuno fornire alcune indicazioni al fine di capirne meglio il loro funzionamento, posto che il verificarsi di una delle stesse disattiva le penalizzazioni previste e consente quindi alla società di dichiarare il reddito o la perdita effettiva e, soprattutto, di utilizzare il credito Iva in compensazione orizzontale con altri tributi. In particolare, le cause in questione possono essere suddivise in tre gruppi:

– il primo riguarda le cause di esclusione previste nell’art. 30, comma 1, della legge n. 724/94, che possono essere utilizzate per entrambe le fattispecie di società di comodo (per mancato superamento del test di operatività o in presenza di perdite triennali), e devono essere verificate nel periodo d’imposta 2013 (da indicarsi nella casella 1 del rigo RS116 del modello Unico 2014SC). A titolo esemplificativo, in tale gruppo rientrano le fattispecie di società congrue e coerenti alle risultante degli studi di settore, società con un media di dipendenti mai inferiore a 10 nel biennio precedente e nel periodo d’imposta 2013, società con un valore della produzione maggiore dell’attivo, nonché le società sottoposte a fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta ecc.;

– il secondo gruppo è individuato nel provvedimento direttoriale 14 febbraio 2008, contenente alcune cause di disapplicazione applicabili solamente alle società non operative, e quindi da verificare nel periodo d’imposta 2013 (da indicare nella casella 2 del rigo RS116 del modello Unico 2014SC). Evidenziando che alcune delle cause indicate nel predetto provvedimento sono «parziali» in quanto consentono di escludere dal test di operatività alcuni beni, a titolo esemplificativo si ricorda la detenzione di partecipazioni in società operative, l’accoglimento dell’istanza di interpello disapplicativo in precedenti periodi d’imposta senza modifica delle circostanze alla base dell’istanza, ecc.;

– il terzo gruppo di cause di disapplicazione, individuate nel provvedimento direttoriale 11 giugno 2012, riguarda esclusivamente le società in perdita sistematica, e devono essere verificate in almeno uno dei tre periodi d’imposta precedenti, ossia nell’ambito del triennio di osservazione in cui la società ha dichiarato tre perdite fiscali consecutive (ovvero due perdite e un reddito imponibile inferiore al minimo). Pertanto tali fattispecie, a differenza di quelle appartenenti ai due gruppi precedenti, non devono essere verificate nel 2013, bensì in almeno uno dei tre periodi d’imposta precedenti (2010, 2011 e 2012). In tale gruppo rientrano per esempio, le società congrue e coerenti con le risultanze degli studi di settore, quelle che presentano un mol positivo, ovvero le società per le quali risulta positiva la somma algebrica della perdita fiscale di periodo e degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative.

Per le società in perdita sistematica la verifica della presenza di una delle cause di disapplicazione nell’ambito del triennio di osservazione consente di «spezzare la catena», poiché il periodo d’imposta in cui si fruisce della causa esimente viene espulso dal triennio con conseguente slittamento della fattispecie di società in perdita sistematica nel periodo d’imposta successivo. Inoltre, laddove una delle cause disapplicative in questione sia verificate nel 2011 o nel 2012, la società si garantirebbe la disapplicazione della disciplina anche per il periodo d’imposta successivo (se verificata nel 2011) ovvero per i due successivi (se verificata nel 2012).

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