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Chi perde paga per tutti i gradi

La regolamentazione delle spese legali deve essere effettuata secondo l’esito finale di un processo svolto in gradi. La parte soccombente deve quindi rifondere le spese per tutti i gradi e tutte le fasi del giudizio, mediazione compresa. La vigente normativa in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali stabilisce che per le cause relative a contratti assicurativi è necessario il preliminare procedimento di mediazione. Con la sentenza 12712/2019 la Corte di cassazione pone dunque un importante tassello nel mosaico della giurisprudenza sulla spese di lite. Il dlgs 28/2010 stabilisce che chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ovvero il procedimento di conciliazione. L’esperimento del procedimento di mediazione è dunque condizione stessa della procedibilità della domanda giudiziale. Segnatamente, l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine del procedimento di mediazione. Allo stesso modo il giudice provvede quando la mediazione non è stata affatto esperita, assegnando contestualmente alle parti un termine per la presentazione della domanda di mediazione. Secondo la Corte di cassazione la normativa disciplina in tutta evidenza un vero e proprio requisito di procedibilità, per cui la mediazione si sostanzia in una fase necessaria del giudizio complessivo. Il precipitato logico è che la parte soccombente deve rifondere a quella vincitrice anche le spese di mediazione. Il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale forense ha natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l’attività svolta da un legale in detta fase pre-contenziosa. In particolare l’utilità di tale esborso ai fini della possibilità di porlo a carico del danneggiante, deve essere valutata in vista di quello che poteva ragionevolmente presumersi essere l’esito futuro del giudizio. Va precisato che l’attività stragiudiziale, anche se svolta da un avvocato, è comunque qualcosa d’intrinsecamente diverso rispetto alle spese processuali vere e proprie. Ne deriva che, se la liquidazione deve avvenire necessariamente secondo le tariffe forensi, essa resta soggetta ai normali oneri di domanda, allegazione e prova, al pari delle altre voci di danno emergente.

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