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Percorso a ostacoli sul 730 «special»

Il 730 «special» mette in guardia gli intermediari abilitati. L’erogazione dei rimborsi veloci da parte delle Entrate a chi ha perso il lavoro e non ha più un sostituto d’imposta impone a Caf e professionisti una sorta di percorso a ostacoli. Anche perché dalle verifiche e dalla corretta compilazione del modello dipende il buon esito dell’operazione che ha come presupposto la sussistenza di un credito d’imposta.
Facciamo un passo indietro. L’articolo 51-bis del decreto del fare (Dl 69/2013) consente di utilizzare il modello 730 anche ai contribuenti titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati, privi di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio. La disposizione si applica dalle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2014, ma già da quest’anno i soggetti interessati possono consegnare fino al 30 settembre a un Caf o a un professionista abilitato il nuovo modello denominato 730-situazioni particolari, purché appunto emerga un credito. Poi la dichiarazione dei redditi elaborata con il prospetto di liquidazione va consegnata al contribuente entro l’11 ottobre per poi essere trasmessa alle Entrate fino al 25 ottobre.
Gli step
La circolare 28/E e il provvedimento del 22 agosto scorso dell’agenzia delle Entrate hanno illustrato termini e modalità applicative a cui attenersi nella predisposizione del modello 730-situazioni particolari riferito ai redditi 2012. Le istruzioni chiamano in causa anche Caf e professionisti abilitati che dovranno prestare attenzione a una serie di passaggi.
eNel frontespizio del 730 deve essere valorizzata la casella «Situazioni particolari» con il codice «1» e nel campo riservato all’indicazione del codice fiscale del sostituto d’imposta che effettua il conguaglio, deve essere riportata la sequenza numerica «20137302013». Inoltre i campi «denominazione», «Comune» e così via vanno compilati con dati particolari (si veda il grafico a lato). Nel modello non può mai essere valorizzata la casella relativa al 730 integrativo, in quanto la dichiarazione non è utilizzabile per integrare un precedente 730 o Unico validamente inviato.
rI soggetti che prestano l’assistenza fiscale devono verificare che nel nuovo 730 sia stato indicato un reddito in almeno uno dei righi del quadro C – sezione I (redditi di lavoro dipendente e assimilati, nei righi da C1 a C3) e/o sezione II (altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, nei righi da C6 a C8) relativo al primo dichiarante. Questa condizione non è rilevante per il secondo dichiarante nel caso di 730 in forma congiunta.
tAltro controllo da eseguire, affinché il 730 non venga scartato, è quello sul saldo contabile finale, che deve sempre essere a credito. Per agevolare il contribuente e considerando che il periodo in cui si svolge l’assistenza fiscale coincide con quello di effettuazione del secondo o unico acconto dell’Irpef e della cedolare secca, la circolare 28/E afferma che si può tener conto anche degli eventuali importi dovuti a tale titolo.
uIl Caf o il professionista abilitato nelle annotazioni del modello 730-3 (il prospetto di liquidazione) deve poi comunicare all’assistito l’importo a credito che verrà corrisposto dallo Stato. Si ricorda che il rimborso inferiore a 13 euro non viene erogato. Inoltre, è opportuno chiedere al contribuente che voglia presentare il 730-situazioni particolari se ha già utilizzato, in tutto o in parte, il credito derivante dalla dichiarazione per il pagamento di imposte diverse da quelle liquidate con il 730, per evitare l’erogazione di rimborsi non dovuti, che sarebbero poi recuperati dall’amministrazione finanziaria con l’aggiunta di sanzioni e interessi.
iL’intermediario deve allegare il 730-4 (comunicazione, bolla di consegna e ricevuta del risultato contabile) al modello 730/2013 e trasmetterlo in via telematica. Nel tracciato telematico da inviare all’agenzia delle Entrate, il codice indicato nella casella «situazioni particolari», presente nel frontespizio, deve essere riportato anche nello stesso campo del 730-4.

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