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I percorsi possibili per difendere il diritto d’autore

Il 21 giugno, con il voto della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, è iniziato l’iter della proposta di direttiva comunitaria sul diritto d’autore (COM (2016) 593). Nei giorni scorsi un seminario presso la Camera dei deputati, promosso dall’Intergruppo parlamentare per l’innovazione e da Confindustria Digitale, ha approfondito il tema secondo i diversi punti di vista degli stakeholders dell’ecosistema digitale.
Il diritto d’autore è un valore per tutti, perché costituisce lo strumento con cui si remunera la creatività sui contenuti, essendo questi strumenti indispensabili per la produzione di ricchezza dell’intera filiera, in cui la relazione tra attori tecnologici e produttori di contenuti è ormai quasi simbiotica. La digitalizzazione richiede però un cambiamento di paradigma, comportando la dematerializzazione delle opere, con rischi e opportunità per i titolari dei diritti e con un esito non sempre equilibrato, anche per alcuni disallineamenti regolamentari.
La proposta di direttiva sembra il frutto del compromesso politicamente possibile tra l’obiettivo strategico di promozione del Mercato Unico Digitale e il tentativo di ribilanciare la posizione competitiva delle industrie produttrici dei contenuti protetti dal diritto d’autore, che hanno subito impatti destabilizzanti sul proprio modello di business. Rimangono però aperte significative criticità. Misure come il nuovo diritto degli editori collegato al diritto d’autore o gli obblighi di collaborazione e informazione a carico delle sole industrie tecnologiche introducono complicazioni e producono incertezza del quadro normativo per cui sarebbero piuttosto necessari interventi su aspetti regolatori ormai obsoleti (che ignorano la dematerializzazione delle opere) o forieri di incertezze normative (come per le condizioni di riutilizzo delle opere).
Il perno su cui costruire una visione orientata all’innovazione e alla valorizzazione del diritto d’autore è la facilità di fruizione resa possibile dalla digitalizzazione: la stessa esecrabile pirateria digitale è rivelatrice di una domanda potenziale, che deve essere trasformata in un fattore positivo di ampliamento del mercato legale e valorizzazione di una creatività adeguatamente tutelata. Nuovi strumenti normativi, ad esempio il registro online delle opere, e le potenzialità offerte dalla tecnologia per definire e negoziare i diritti possono contribuire ad aprire maggiormente un mercato più soddisfacente per tutti.
La sfida, che le industrie tecnologiche e dei contenuti devono vincere insieme, è quella di costruire un mercato remunerativo ed equilibrato, in cui le caratteristiche dell’offerta attraggano alla fruizione legale e di qualità il consumo oggi illegale. Ciò richiede una partnership nuova e la libertà di sperimentare e fare innovazione, anche sugli strumenti di riconoscimento e di tutela dei diritti. Occorre un quadro normativo certo e consolidato, che favorisca la collaborazione tra policy maker e operatori economici e valorizzi le soluzioni elaborate dal mercato.

Marzia Minozzi
Coordinatrice Steering Committee «Digital Single Market»
di Confindustria Digitale

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