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Per un cambio di marcia nella politica Ue

Un impegno prolungato e incalzante perché i leader europei mettano da parte particolarismi e visioni di corto respiro e facciano ripartire con decisione il processo di integrazione economica e politica comunitaria. L’unica via di salvezza per ridare solidità all’euro e aprire un futuro di speranza e di crescita a un’Europa, ora infiacchita da propri errori e incompiutezze, ma anche da crisi e speculazioni altrui.
Con questo spirito, Il Sole 24 Ore lanciò all’inizio di novembre 2011 un primo Manifesto per l’Europa che mise sul tappeto cinque proposte: intraprendere passi verso un vero Governo economico Ue, estendere il mandato della Bce al fine di darle un ruolo più simile a quello della Fed americana, varare Euro-project bond per finanziare progetti infrastrutturali ed Euro-union bond per mutualizzare parte dei debiti dei Paesi dell’euro e, infine, unificare realmente il mercato bancario (elemento trascurato da molti sette mesi fa, ma ora diventato probabilmente l’impegno più tangibile che scaturirà dal summit di oggi a Bruxelles).
Il 5 giugno, con il riacutizzarsi della crisi e il riallargarsi degli spread tra i Bund e i titoli dei Paesi mediterranei (Italia inclusa), questo giornale ha poi rilanciato il grido d’allarme europeista con un count-down verso il vertice europeo, accompagnato da un progetto ancor più ambizioso: un Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa. Con un intervento dell’ex cancelliere Helmut Schmidt, seguito da quello dell’ex presidente della Commissione Ue Jacques Delors, sono stati ospitati con cadenza quotidiana gli interventi di “padri dell’euro” e personaggi chiave della recente storia europea, da Gerhard Schröder a Gordon Brown, da Carlo Azeglio Ciampi a Romano Prodi.
La serie di commenti è stata accompagnata il 12 giugno da un editoriale del direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano che, con il titolo in prima pagina a caratteri cubitali «Schnell, Frau Merkel», ha richiamato la cancelliera tedesca alle proprie responsabilità nei confronti dell’Europa, indicando l’urgenza di tre misure: una garanzia unica sui depositi bancari, le possibilità di accesso diretto degli istituti di credito al fondo salva-Stati e la messa in comune parziale dei debiti europei.
Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, chiude oggi il ciclo di interventi illustrando le proposte per il futuro dell’Europa che i “quattro presidenti” – con Herman Van Rompuy (Consiglio Ue), Mario Draghi (Bce) e Jean Claude Juncker (Eurogruppo) – presenteranno ai capi di Stato e di Governo. Nella speranza di un cambio di marcia nella politica europea, che ha già tardato troppo ad arrivare.

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