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Per spese e tasse al lavoro fino al 7 dicembre

di Enrico Netti

Il risparmio delle famiglie italiane non riesce a tenere il ritmo della pressione di imposte e contributi e nel 2011 sono diminuite le giornate di lavoro destinate all'accantonamento di questo capitale "di riserva". Sono invece aumentate le giornate lavorative necessarie per pagare le tasse, sfiorando quota nove nell'arco di un mese, mentre le rimanenti sono destinate all'acquisto di beni di consumo e servizi.
Una coppia di lavoratori dipendenti con due figli nel 2011 ha destinato, ogni mese, 20 giorni di lavoro per le spese – che spaziano dagli alimentari all'abbigliamento, dall'abitazione ai trasporti, dai telefonini al tempo libero -, altre 8,6 giornate per le imposte e i contributi e quel poco che resta al risparmio.
Situazione leggermente diversa per una coppia di dipendenti con un solo figlio. Per soddisfare i loro consumi mensili sono servite poco più di 19 giornate, mentre è maggiore l'incidenza della voce "imposte e contributi", a cui sono andati 9 giorni di lavoro. Nel loro caso per il risparmio sono rimasti solo 2,3 giornate di lavoro (erano 2,7 nel 2010).
A rivelarlo è il «Calendario 2011 della spesa familiare», una ricerca realizzata dal Sole 24 Ore/Centro Studi Sintesi utilizzando le medie Istat. L'indicatore preso a riferimento misura il numero di giorni di lavoro necessari per l'acquisto di beni e servizi di consumo. Nell'analisi sono state considerate due famiglie tipo rappresentative del panorama nazionale: la coppia con un figlio, circa il 17% delle famiglie italiane, e quella con due figli, pari al 16,2% dei nuclei. Entrambe contano su due salari ed entrambi i coniugi hanno mantenuto il loro posto di lavoratori dipendenti. Famiglie che ora si preparano ad affrontare un 2012 molto difficile sul fronte dei consumi, delle tasse e dell'occupazione: peseranno i rincari di luce, gas, autostrade, la prospettiva dell'aumento dell'Iva, il peso delle manovre e delle nuove addizionali, la recessione con i suoi effetti sull'occapzione.
Guardando invece al periodo 2008-2011, la spesa per i beni di consumo, dopo un drastico calo di dieci giorni nel 2008, nell'ultimo triennio è rimasta sostanzialmente stabile per entrambi i nuclei, mentre a crescere sono state le imposte e contributi, che hanno eroso in maniera significativa la capacità di risparmio.
«Se si tiene conto anche dell'Iva pagata negli acquisti e delle accise sul consumo di carburante, i giorni dedicati al pagamento di imposte e tasse ha raggiunto i 133 giorni per la coppia con un figlio e i 132 per il nucleo con due figli – sottolinea Andrea Favaretto, ricercatore del Centro Studi Sintesi -. Nel 2011 diminuiscono così i giorni destinati al risparmio, calati di quattro per la famiglia con un figlio e di quasi sei per la coppia con due figli».
Nel calcolo delle imposte sono state considerate quelle previdenziali a carico del lavoratore, l'Irpef con l'incremento introdotto dal governo Monti con la manovra di fine anno, le addizionali regionali e comunali, la Tia/Tarsu applicata per un'abitazione di 80 metri quadri e calcolata sulla media di sette capoluoghi rappresentativi. Non sono state considerate le spese per gli investimenti come, per esempio, l'acquisto della casa.
Per le due famiglie-tipo c'è stato un incremento significativo alle voci "abitazione ed energia", dove l'aumento su base annuale è stato pari a quasi due giornate insieme a "trasporti e comunicazioni" (+1,2 giorni). Voci su cui la bolletta energetica e le accise pesano sempre di più. Gli altri incrementi frazionali riscontrati alle voci "alimentare" e "altri beni e servizi" si possono legare all'inflazione. Si stringe la cinghia e si risparmia sui "servizi e spese sanitarie", mentre il capitolo "tempo libero e istruzione" resta sostanzialmente stabile.
Nell'elaborare il "Calendario della spesa 2011" i ricercatori del Centro Studi Sintesi hanno preso in considerazione un tasso d'inflazione pari al 2,8% (ultimi dati preliminari dell'Istat), un trend superiore alla rivalutazione Istat dei salari medi, che nel periodo gennaio-agosto 2011 sono aumentati dell'1,9 per cento.

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