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Per portare la Ferrari nel futuro arriva Vigna, il mago dei sensori

Il primo indizio lo aveva svelato il presidente John Elkann il 15 aprile quando, durante l’assemblea dei soci Ferrari, aveva assicurato che tra i candidati per il posto di amministratore delegato le «capacità tecnologiche» sarebbero state il fattore cruciale.Chi avesse pensato al rombo dei motori della Formula 1 avrebbe però commesso un errore. Il manager scelto per portare nel futuro la Ferrari (controllata da Exor, come l’editore de La Repubblica ) si chiama Benedetto Vigna, è nato nel 1969, vanta una laurea in fisica delle particelle dell’atomo a Pisa, ha mosso i primi passi al Cern e dal 1995 lavora alla St Microelectronics, colosso franco-italiano dei semiconduttori. «La sua profonda conoscenza delle tecnologie che guidano gran parte del cambiamento della nostra industria, le comprovate capacità d’innovazione, l’approccio imprenditoriale e la sua leadership rafforzeranno ulteriormente Ferrari, scrivendo nuovi capitoli della nostra storia irripetibile », ha dichiarato ieri Elkann.Le capacità innovative e l’approccio imprenditoriale che nella corsa all’incarico gli hanno permesso di passare per primo sotto la bandiera a scacchi, Vigna le ha mostrate guidando in prima persona la nascita e lo sviluppo di un settore che, in Stm, è arrivato oggi a un giro d’affari da 3,89 miliardi di dollari. Tutto ha inizio 26 anni fa, quando gli viene affidato il compito di esplorare lo sviluppo di sensori in grado di facilitare l’interazione dei dispositivi elettronici con l’ambiente. Passa due anni all’Università della California, poi rientra a Milano e inizia a lavorare alle prime applicazioni industriali. Ci vogliono tempo e qualche fallimento per arrivare alla prima svolta, nel 2003, quando le lavatrici americane Maytag adottano il cosiddetto “accelerometro” studiato da Vigna e dai suoi per controllare le vibrazioni del cestello.Questo primo successo apre la strada ai successivi, quando il sensore di Stm viene scelto prima da Toshiba per disattivare i processi di scrittura degli hard disk dei pc portatili in caso di caduta, poi dal produttore di videogiochi Nintendo, che ne fa il componente chiave per il lancio della Wii, nel 2006. La caratteristica vincente della nuova console è il dispositivo di controllo che diventa un’estensione delle braccia dei giocatori, permettendo loro di interagire con il videogame. Dal punto di vista industriale la prova è colossale anche per Vigna e per Stm, perché si tratta di avviare una produzione su vasta scala. L’esperienza risulta però decisiva quando, nel 2009, il gruppo si aggiudica con il “giroscopio a tre assi” la gara indetta da Apple e battezzata “Fast and Furious”, per scegliere in soli 100 giorni chi fornirà il sensore in grado di captare i movimenti più piccoli di uno smartphone e ruotarne lo schermo, l’innovazione simbolo dell’iPhone 4. Oggi Apple rappresenta il 23,9% dei ricavi di St, di cui è il principale cliente. Tra le caratteristiche che hanno convinto Ferrari a scegliere Vigna c’è anche la capacità di costruire relazioni di lungo termine con i grandi clienti.Il manager, che ha registrato 200 brevetti, assumerà il nuovo incarico a settembre. Cresciuto a Pietrapertosa, in Basilicata, si trasferirà a Maranello. Troverà un piano già delineato, con il debutto il prossimo anno del Purosangue, il primo crossover del Cavallino, e con la prima Ferrari solo elettrica nel 2025. D’ora in poi, però, toccherà a lui e al team che troverà in azienda tracciare la strada che la Rossa percorrerà nella rivoluzione che ha investito il mondo dell’auto.

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