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«Per l’Italia la recessione è finita»

ROMA — «Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo è diminuito molto meno del previsto. Siamo ad un punto di svolta del ciclo economico e io credo che se negli ultimi tre mesi dell’anno registreremo una crescita del prodotto, sarà molto più facile anche la tenuta dei conti pubblici». Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, commenta così, intervistato da Sky Economia , i dati dell’Istat che indicano tra aprile e giugno il Pil in flessione dello 0,2% sul trimestre precedente (per l’ottavo trimestre consecutivo) e del 2% su base annua, «a fronte di una stima, anche della Banca d’Italia — commenta il ministro — di un calo dello 0,4%».
Se la ripresa dunque si consoliderà quest’anno potrebbe chiudersi con una flessione del Pil più vicina a quella stimata dall’esecutivo (1,3%) che non a quella ipotizzata dagli istituti internazionali (meno 2%).
Non ci sarebbe necessità, dunque, di manovre aggiuntive per la quadratura dei conti pubblici, che tuttavia secondo Saccomanni, devono restare sotto il più stretto controllo. «Soldi non ci sono» ha risposto il ministro commentando le dichiarazioni del suo collega Enrico Giovannini, secondo il quale mancano le risorse per la cancellazione dell’Imu sulla prima casa e per evitare il rincaro dell’Iva. Secondo il titolare dell’Economia, data la situazione della finanza pubblica, è la politica che deve fare una scelta.
«Bisogna accettare il peso politico di fare delle scelte, di definire delle priorità, di tagliare certe cose piuttosto che altre, di rinviarne altre meno essenziali. È questa l’arte del governo» sottolinea il ministro che insieme al presidente del Consiglio, Enrico Letta, potrebbe presto convocare la cabina di regia, e quindi i segretari dei partiti di maggioranza, per tentare un accordo di compromesso su Imu e Iva. Ma il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, è perplesso: «Crediamo nei buoni propositi futuri del ministro Saccomanni. Aspettiamo ancora, però, fiduciosi i fatti…».
«Non vogliamo aumentare i debiti dello Stato, né aumentare le tasse» ha proseguito Saccomanni, fiducioso sulla possibilità di accelerare il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese. «Dei 20 miliardi di pagamenti previsti in questo secondo semestre, ne abbiamo già erogati a Regioni ed enti locali 17. E di questi, 5 sono stati già materialmente pagati alle imprese» (al netto degli importi già pagati dagli Enti locali e dalle Regioni grazie agli spazi finanziari resi disponibili sul Patto di stabilità interno, ndr ), ha detto Saccomanni, secondo il quale quest’anno si potrà fare anche qualcosa di più, «una decina di miliardi in più, portando il totale di quest’anno a 30 miliardi di debiti rimborsati». Su un totale, ha detto il ministro, che «potrebbe essere inferiore ai 90 miliardi di euro stimati dalla Banca d’Italia».
Saccomanni è apparso invece più prudente sulle dismissioni. Il governo Monti aveva messo in cantiere 15 miliardi, «una cifra impossibile da realizzare quest’anno», anche se saranno accelerate le dismissioni immobiliari attraverso la nuova Sgr del Tesoro. Quanto alla privatizzazione delle imprese pubbliche occorre prudenza, e «attenzione anche ai dividendi». In ogni caso «sono piuttosto scettico sulla possibilità di usare queste partecipazioni come garanzia patrimoniale per altri veicoli finanziari» ha detto il ministro, confermando il giudizio sostanzialmente positivo sulla tenuta del sistema bancario. «Non ci sono problemi sistemici, anche se questo non esclude che possano esserci interventi specifici per singole banche».
Il miglioramento della congiuntura è stato confermato anche dai dati sulla produzione industriale, in crescita a giugno dello 0,3% (-2,1% su base annua, contro il -4,2% di maggio. Diminuisce anche il tiraggio della cassa integrazione, a luglio meno 11% rispetto a giugno. «Timidi segnali di ripresa» confermano l’Inps ed il ministro del Lavoro Giovannini, secondo il quale per settembre il governo potrebbe rifinanziare la cassa integrazione con un altro miliardo e mezzo, per un totale di 3,5 miliardi nel 2013.

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