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Per l’Irap rimborso con i bilanci

Tre giorni al click day per l’invio telematico dell’istanza di rimborso delle maggiori imposte Ires e Irpef determinate a seguito della deducibilita retroattiva dell’Irap versata sul costo del lavoro. Non vi sarà la consueta, discutibile corsa a chi clicca prima: il provvedimento dell’agenzia delle Entrate del 17 dicembre 2012, che disciplina l’operazione, dispone che tutti i contribuenti che inoltrano la richiesta riceveranno il rimborso, anche se probabilmente gli importi saranno bonificati in più tranche.
La posta in gioco è alta: l’ammontare dei rimborsi è nella maggior parte dei casi ben più consistente rispetto alla precedente campagna di rimborsi attivata dalla deducibilità del 10% dell’Irap. Quindi è bene giungere all’appuntamento preparati. Anche perché occorre predisporre una serie piuttosto nutrita di documenti.
In primo luogo, occorre recuperare i bilanci d’esercizio degli anni tra il 2007 ed il 2011 o i conti economici per le imprese in contabilità semplificata e per i professionisti. Ciò serve a verificare se sussisteva il presupposto che innesca il rimborso, cioè la presenza del costo del lavoro per personale dipendente o assimilato, entrato nell’imponibile Irap. Sono compresi i compensi ad amministratori e personale distaccato da terzi, oltre a quello per lavoro interinale, non considerando il profitto dell’agenzia poiché dedotto dalla base imponibile Irap. D’altra parte il dato del costo del lavoro serve anche a determinare l’incidenza percentuale rispetto all’imponibile Irap totale, che poi va ribaltata sull’Irap effettivamente versata.
In secondo luogo, occorre recuperare i modelli F 24 dei vari anni per attestare quanta Irap è stata versata nel singolo periodo d’imposta. Occorre anche reperire i versamenti eseguiti a seguito di ravvedimenti operosi o pagati con ruoli esattoriali. Il pagamento posticipato dell’Irap va collegato all’anno di riferimento per valutare se sussisteva il presupposto, ma poi la deducibilità dalle imposte sul reddito segue il principio di cassa. Per il 2007, il rimborso riguarda le imposte sul reddito versate in acconto e saldo per il medesimo anno, mentre la variazione diminutiva, cioè l’Irap versata nel 2007, comprende anche il saldo Irap di giugno diquell’anno per il 2006.
In terzo luogo, bisogna munirsi dei modelli Unico dei vari anni, che dovranno essere oggetto del ricalcolo inserendo come variazione diminutiva l’Irap versata sul costo del lavoro. Dal ricalcolo emerge l’ammontare del rimborso chiesto per ciascun anno interessato, da indicare nel rigo RI 5 dell’istanza.
Si partirà dai contribuenti con domicilio fiscale nelle Marche, che il 18 gennaio dalle ore 12 vedranno aperto il canale telematico per l’inoltro dell’istanza. A seguire, in base a un calendario stabilito col provvedimento, tutti gli altri. L’ultimo giorno, il 15 marzo, toccherà a Mantova, Cremona e Brescia.
L’istanza di rimborso può essere inoltrata da parte di qualunque contribuente la cui base imponibile Irap sia stata influenzata dal costo del lavoro: società di capitali, di persone ed imprese individuali, comprendendo banche, assicurazioni, professionisti ed enti non commerciali per l’eventuale esercizio di attività commerciale.
Il rimborso è un componente positivo del reddito civilistico non soggetto a tassazione, quindi un elemento che incrementa l’utile da bilancio, anche se resta da capire in quale esercizio sia corretto imputarlo (secondo alcuni già nel 2012, secondo altri nel 2013, esercizio di inoltro dell’istanza, o secondo altri ancora addirittura al momento dell’effettivo incasso) .
Infine in una comunicazione telematica a parte, prevista per qualunque rimborso di imposte, va indicato il codice Iban del conto corrente su cui si vuole accreditare il bonifico, dato che questa informazione non compare nell’istanza.

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