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Per l’Expo in arrivo 60 milioni

Dopo una serie di balletti sui fondi infrastrutturali – che prima compaiono e poi spariscono – nel decreto sulle misure urgenti per la Pubblica amministrazione dovrebbero essere inseriti per Expo 60 milioni per ricapitalizzare la società.
Si tratta di quel denaro che da mesi vengono chiesti per coprire il vuoto finanziario lasciato dalla Provincia di Milano, che ha rinunciato al suo 10 per cento. Il condizionale tuttavia è ancora d’obbligo: in questi giorni l’articolato sta subendo una serie di limature e aggiustamenti, e per quanto riguarda l’evento universale del 2015 niente è ancora scontato.
Questa misura servirebbe però a “migliorare” i rapporti tra Milano e Roma, visto che sia la società guidata dal commissario unico Giuseppe Sala che il Comune di Milano stanno aspettando da mesi provvedimenti e fondi aggiuntivi.
Oltre a questi 60 milioni, per Palazzo Marino rimane l’incognita del cosiddetto “dossier Milano”, già inviato da tempo al premier Matteo Renzi. Le richieste dell’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia ammontano a 130 milioni, con cui la città dovrebbe riorganizzare il trasporto pubblico, la sicurezza e gli eventi della città durante il semestre dell’Expo. Per ora nulla di fatto e Milano ancora attende senza risposte. Nel decreto questo misura non sarà inserita, e quindi tutto sarà affidato all’attività di “lobby” dei tecnici di Milano nelle prossime settimane.
Intanto nel decreto verranno confermate le norme anticorruzione, che il governo Renzi ha predisposto a seguito dell’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto anche l’ex responsabile degli appalti di Expo. Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone potrà guidare una squadra ad hoc, con la possibilità di controllare le gare rimanenti e godere di poteri ispettivi. Inoltre, per quanto riguarda le possibili controversie con le aziende, l’Expo potrà utilizzare il parere dell’avvocatura di Stato, che dovrà rispondere nel giro di 10 giorni. Cantone sarà a capo di una squadra di cinque persone, ha annunciato Sala ieri a Monza. L’ad di Expo Spa, che vedrà oggi il prefetto, Francesco Paolo Tronca e mercoledì o giovedì Cantone a Roma, ha aggiunto che i lavori sono al 55%: «E ci toglieremo qualche sassolino dalle scarpe» ha aggiunto.
Intanto si sta studiando meglio la norma grazie alla quale Cantone potrà commissariare le società coinvolte in indagini giudiziarie (nel caso di Expo la Maltauro). Il dubbio normativo è come mettere sotto controllo i cantieri senza mettere sotto osservazione l’intera società, cosa che sarebbe impossibile. Probabilmente verranno solo passate al setaccio le spese e gli utili relativi alle opere in questione.

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