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Per le semplificazioni un decreto bis

Un secondo pacchetto di semplificazioni entro l’estate. Con la riforma dei regimi agevolati delle imprese e il possibile recupero delle norme sulle società in perdita e sull’abolizione della solidarietà negli appalti, saltate nello schema di Dlgs approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso. Lo ha annunciato il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, al forum organizzato ieri da Confartigianato e Sole 24 Ore: «Sulle semplificazioni è intenzione del Governo fare un altro intervento entro l’estate e il nuovo passaggio dovrà tener conto anche di calcoli forfettari per definire il reddito di alcune categorie: è forse giunto il momento per i piccoli imprenditori di riuscire a definire il reddito su entrate e uscite piuttosto che su costi e ricavi».
Un modo per tenere conto anche dei ritardi dei pagamenti che la crisi ha reso sempre più diffuso. Ma il secondo pacchetto di semplificazioni, che potrebbe articolarsi in uno o più decreti, potrebbero avere anche l’allungamento da tre a cinque anni del periodo di perdita continuata che fa scattare la maxi Ires al 38% e lo stop alla solidarietà sulle ritenute non versate. Nel primo caso c’è un problema di coperture, nel secondo andrà verificato se si rientra nella cornice della delega.
Allo stesso tempo il Governo punta a portare avanti il discorso sulla certezza del diritto e sulla “cooperazione rafforzata” tra imprese e amministrazione finanziaria, da declinare con modalità diverse a seconda delle dimensioni dell’azienda.
Si guarda anche più avanti. Tra i 22 step attuativi della delega conteggiati dall’Esecutivo, ci saranno anche il disboscamento delle oltre 700 tax expenditures e la riforma del contenzioso tributario. L’intervento sulle agevolazioni fiscali è in agenda per l’autunno e verrà affrontato nel contesto della legge di stabilità. L’obiettivo è riorganizzare il sistema per ridurre gli elementi di complicazione e recuperare le risorse per favorire famiglie e imprese. E «in autunno parleremo di revisione del processo tributario per cercare di avvicinarci agli altri Paesi europei su tempi e numero di ricorsi», ha annunciato Casero. Anche se sul punto il presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino (Pd), ha sottolineato l’esigenza di garantire la terzietà e ha ricordato che le commissioni Giustizia e Finanze di Palazzo Madama hanno già incardinato la riforma del Codice del processo tributario.
Molte le perplessità di Confartigianato nel corso del forum: a cominciare dalla tassazione sugli immobili produttivi, che con la riforma del catasto e l’attribuzione di nuovi valori di mercato rischia di salire alle stelle se non verranno radicalmente ridotte le aliquote d’imposta (si veda l’altro articolo nella pagina). Inoltre, ha detto Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, l’introduzione di un sistema di imposizione sul reddito basato sulla cassa deve avere un limite elevato, di almeno 700mila euro l’anno, per poter fare fronte alla crisi di liquidità che affligge le imprese. Casero ha però rilanciato, promettendo un allineamento della tassazione sulle società di persone che hanno caratteristiche analoghe a quelle di capitali, un regime che, ha assicurato, il Governo sta studiando proprio in questi giorni e che entrerà nel secondo decreto semplificazione.

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