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Per le rate in ritardo serve il perdono

di Tonino Morina

Tutti vogliono un fisco più semplice. Basta con le complicazioni del passato che, in alcuni casi, hanno procurato più liti che gettito per le casse dell'erario. L'iniziativa lanciata dal Sole 24 Ore, che ha chiesto ai suoi lettori di presentare le proposte per semplificare il fisco, ha già raccolto oltre mille suggerimenti arrivati fin ora via web all'indirizzo www.ilsole24ore.com/fiscosemplice.
Dal modello di due pagine per la dichiarazione dei redditi, alla comunicazione delle case all'estero solo al momento dell'acquisto o della vendita, alla totale tracciabilità di qualsiasi pagamento, con l'eliminazione del contante, fino a una tregua legislativa di qualche anno. Sono tante le richieste dei lettori che propongono anche novità in tema di modelli di versamento e di dichiarazioni da fare presso gli uffici.
Una delle semplificazioni proposte riguarda il ritorno al vecchio modello 740. Il 2012 sarà il quindicesimo anno del modello Unico, così chiamato perché consente l'unificazione di più dichiarazioni e la compensazione di debiti e crediti dei vari tributi, contributi e premi. La denominazione di Unico è però superata in quanto, mentre fino a qualche anno fa era possibile comprendere nel l'Unico i redditi, l'Iva, l'Irap e il modello 770, già dal 2009 l'Unico ha compreso solo l'Iva e i redditi. Peraltro, a seguito delle novità sulla stretta dei crediti Iva, dal 2010, in alcuni casi la dichiarazione annuale Iva può essere presentata separatamente da Unico.
Un'altra proposta prevede l'abbandono del contenzioso per chi ha fatto dei pagamenti in ritardo, fatta salva la richiesta di interessi per il ritardato pagamento.
Ad esempio, esistono liti di contribuenti che hanno pagato in ritardo qualche rata relativa ad accertamenti con adesione, atti di conciliazione, o comunicazioni di irregolarità, cosiddetti avvisi bonari emessi a seguito di liquidazione automatizzata delle dichiarazioni o a seguito di irregolarità. Il ritardo, anche se di un solo giorno e per una sola rata, fa "saltare" tutto il piano di rateazione, con applicazione delle sanzioni, di norma del 30%, sull'intero debito rateato.
Un'altra proposta riguarda un forfait preventivo per chi esercita una libera attività d'impresa, arte o professione. In pratica, si tratterebbe di una proposta del tipo "fisco, dimmi quanto vuoi, te lo do, ma facciamola finita e lasciami lavorare".
Per capire questo ragionamento, si tenga presente che per gli esercenti libere attività le pubbliche amministrazioni sono "fornitori" e le imposte non rappresentano un costo diverso dagli altri costi di produzione. Insomma, una preventiva intesa con il fisco, utile per tutti e, soprattutto, senza litigare.

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