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«Per le quattro good bank investitori italiani ed esteri»

«Abbiamo chiuso la prima fase per individuare soggetti interessati a rilevare le quattro banche o singole parti di esse. Fra gli interessati ci sono banche e fondi di private equity, italiani ed esteri. A breve si procederà con l’invio del teaser». Maria Pierdicchi, consigliere indipendente delle quattro good bank nate dal salvataggio di Banca Marche, Carife, Etruria e CariChieti, è soddisfatta di come sta procedendo il processo di cessione degli istituti, che dovrebbe concludersi entro il prossimo giugno.
«I fondamentali delle quattro banche sono solidi ora, si è stabilizzata la raccolta e soprattutto stiamo facendo nuovi impieghi per le imprese e le famiglie. Gli istituti sono tornati a fare prestiti e mutui. Si sta lavorando anche ai “sabati aperti” con lo sforzo di tutti i dipendenti per tornare a crescere» spiega Pierdicchi. Al 29 gennaio scorso i dati aggiornati delle quattro banche indicavano fidi per oltre 13.000 e i mutui per oltre 4.300 . D’altra parte gli istituti sono fortemente legati a territori industriali, che presenta distretti produttivi specializzati come il polo dell’oreficeria per l’Etruria e il distretto industriale delle Marche. «Abbiamo incontrato molti imprenditori e abbiamo riscontrato molto dinamismo e comprensione per la realtà che stanno vivendo le banche» commenta Pierdicchi, aggiungendo: «Auspichiamo di collaborare in modo costruttivo e sereno con le istituzioni locali per recuperare legami sani e solidi con il territorio». Non sempre finora, però, è stato possibile, tanto che il consigliere indipendente delle quattro banche non evita una stoccata a quanti hanno remato contro: «Chi lavora contro le nuove banche non si rende conto del danno che fa all’economia locale e al futuro dei dipendenti. La tenuta della raccolta è, infatti, alla base del rilancio delle attività».
Riguardo a quanti sono stati penalizzati dal bail in delle quattro banche, Pierdicchi precisa che «il dialogo con le associazioni dei consumatori è aperto e ci sono strumenti del ministero delle Finanza per rifondere le persone più esposte. Le banche, dal canto loro, stanno supportando il processo di analisi dei risarcimenti per quanto di loro competenza».
Sulla patrimonializzazione dei quattro istituti, Pierdicchi non ha dubbi: «dal punto di vista patrimoniale, dopo il bail in, le quattro banche sono fra le migliori in Italia perché è stata fatta pulizia».
Più in generale, poi, sul sistema bancario italiano, la manager, ex numero uno di Standard&Poor’s in Italia, sottolinea: «Le banche italiane sono ben capitalizzate e non sono da meno della media europea. Hanno sofferto di perdite sui crediti a causa del loro modello di banca tradizionale, ma oggi ci sono gli strumenti adatti per porvi rimedio. Le singole bad bank sono uno strumento di flessibilità che permetterà alle banche di cedere i non performing loans. Certo c’è un tema di prezzo, che varia a seconda delle garanzie. Ma quando ci sono valutazioni di Borsa che scontano incertezze a livello di posta di bilancio, è meglio venire allo scoperto e fare pulizia, dando certezze al mercato. Anche le aggregazioni dei gruppi bancari attualmente al centro dell’attenzione saranno utili a rafforzare il sistema».
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