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Per le multe conta l’infrazione

«L’interpretazione estensiva» per cui il termine di decorrenza per la notifica del verbale di accertamento di una multa parte non dal momento dell’infrazione ma dal momento dell’accertamento di un operatore «non può essere considerata legittima e i comuni si devono adeguare.

Come i comuni chiedono il rispetto della legge ai cittadini, noi dobbiamo chiedere ai comuni il rispetto della legge». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi rispondendo ieri a un’interrogazione a firma Librandi durante il question time alla Camera. Lupi si riferisce all’articolo 201 del codice della strada sulla decorrenza termini di notifica del verbale di accertamento. Poi il ministro ha spiegato che le multe «non sono fatte per sanare i bilanci» e che il Viminale, in un parere espresso sul comune di Milano, ha chiarito che «se interverranno fattispecie analoghe si adotteranno circolari esplicative». L’interrogazione nasce dalla prassi adottata da alcune amministrazioni comunali, tra cui il comune di Milano, di far decorrere il termine di 90 giorni per la contestazione delle violazioni del codice della strada non dalla data di commissione delle stesse bensì da quella in cui gli organi accertatori visionano i fotogrammi fatti dagli apparecchi. In virtù di tale prassi numerose multe sono state recapitate nelle settimane scorse per infrazioni commesse nel territorio del capoluogo lombardo. Ma per Lupi «tale interpretazione estensiva del dies a quo non può essere considerata legittima, e i comuni si devono adattare». Gli introiti delle multe sono introiti destinati a prevenire e a educare comportamenti sbagliati da parte dei cittadini non a sanare i bilanci, afferma il ministro, ricordando che l’orientamento «è stato espresso in maniera molto chiara anche dal ministro dell’interno alla prefettura di Milano in riscontro a una richiesta di chiarimenti relativa alla legittimità dell’operato del comune di Milano. Lo stesso ministero sottolinea che laddove dovessero pervenire ulteriori segnalazioni di fattispecie analoghe, assumerà le opportune valutazioni in ordine all’eventuale emanazione di una circolare esplicativa finalizzata a favorire l’uniformità del giudizio delle prefettura nell’attività di decisione dei ricorsi presentati dai cittadini». «Il codice della strada va fatto rispettare, le dichiarazioni del ministro Lupi ci meravigliano», commenta l’assessore alla Sicurezza e coesione sociale e polizia locale di Milano Marco Granelli, «il comune non fa cassa con le multe ma la polizia locale ha il dovere di sanzionare chi non rispetta la legge e mette a repentaglio l’incolumità propria e quella degli altri utenti della strada. Anche così abbiamo dimezzato gli incidenti a Milano. Nessuna interpretazione estensiva dell’articolo 201 del codice della strada bensì un atto di giustizia e legalità: l’accertamento inizia quando l’operatore verifica l’infrazione».

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