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Per le imprese almeno sei giudici

Conto alla rovescia per il debutto del tribunale delle imprese. Giovedì prossimo, 20 settembre, è infatti prevista la partenza delle sezioni specializzate in materia societaria. Un giudice su misura per oltre un milione di imprese, visto che, dopo le modifiche di inizio anno, il neonato giudice dovrà occuparsi anche di alcune delle principali controversie che vedono protagoniste le srl. In questi mesi, il confronto tra ministero della Giustizia e Csm ha permesso di mettere a punto le strutture organizzative in grado di fare partire una figura sulla quale il ministro Paola Severino punta molto, tanto da averne fatto la protagonista di un piccolo road show negli Stati Uniti la primavera scorsa.
Non essendo previsto un aumento degli organici per fare fronte alla diversa articolazione delle incombenze, il Csm, nella sua circolare sulla formazione delle tabelle per il prossimo triennio, ha precisato l’organico minimo, stabilendo che le sezioni dovranno poter contare su almeno sei magistrati compreso il presidente. Quanto poi ai modelli organizzativi per il Csm tre sono le possibilità:
– riorganizzazione di una sezione già esistente (quella in proprietà industriale) con collegi specializzati, che si occupano della materia d’impresa in via esclusiva o concorrente con altre materie omogenee;
– accorpamento di due sezioni esistenti in un’unica sezione, con possibilità di prevedere una ripartizione dei giudici in due collegi, ciascuno dei quali presieduto da un presidente di sezione;
– mantenimento di due sezioni, presiedute da due presidenti e coordinate tra loro.
Così, da giovedì 20 settembre le sezioni specializzate saranno investite delle liti che vedono interessate spa, società in accomandita per azioni, srl, cooperative su rapporti societari, trasferimento di partecipazioni sociali, patti parasociali, azioni di responsabilità, rapporti riguardanti società controllate, holding. Interessate anche le controversie in materia antitrust e quelle sui contratti pubblici di appalto di lavori o servizi di rilevanza comunitaria.
Cause importanti, ma anche a costo elevato per i soggetti coinvolti.
La disciplina istitutiva, infatti, stabilisce un raddoppio, ma inizialmente era stato previsto un importo superiore di quattro volte, per il contributo unificato da corrispondere per questa tipologia di controversie. Il maggior gettito, quanto a 600mila euro per il 2012 e altrettanti per il 2013 dovrà servire per sostenere i costi della conversione delle “primitive” sezioni specializzate in proprietà industriale ai debuttanti tribunali delle imprese.

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