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Per le associazioni non profit spazio alle attività commerciali

di Giovanni Negri

Svolta sul non profit. Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato il disegno di legge delega, che ora passerà all'esame del Parlamento, che riscrive il Codice civile nella parte in cui disciplina associazioni e fondazioni. «In particolare – spiega una nota del ministro della Giustizia Angelino Alfano –, il disegno di legge prevede una profonda riforma del codice civile con l'obiettivo di riconoscere il valore del libero associazionismo, semplificare i meccanismi di riconoscimento della personalità giuridica, ampliare l'autonomia statutaria degli enti con un maggiore coinvolgimento degli associati nei procedimenti decisionali, garantire la trasparenza delle attività degli enti, soprattutto per gli enti che si avvalgono di fondi e sottoscrizioni pubblici, e di consentire la possibilità di svolgere attività d'impresa in via strumentale, tutelando i terzi».

Nel dettaglio, il provvedimento regola lo svolgimento dell'attività d'impresa da parte delle associazioni e fondazioni e ammette di fatto la possibilità che queste ultime svolgano un'attività commerciale a patto che sia strumentale al raggiungimento degli scopi sociali.

Tra i punti qualificanti del disegno di legge c'è la semplificazione del procedimento di riconoscimento delle persone giuridiche, che verrà assimilato a quello delle società di capitali, con la previsione di un pieno diritto dell'ente all'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, iscrizione che potrà essere negata solo per i motivi espressamente previsti dalla legge. Viene, inoltre, prevista, per tutelare gli associati e i terzi, l'introduzione di un collegamento tra la limitazione della responsabilità dell'ente ed il mantenimento di un elevato grado di solidità economica, mentre viene sancito il riconoscimento, anche in favore degli enti privi di personalità giuridica, della qualità di centro autonomo d'imputazione degli interessi.

«Con particolare riferimento alla disciplina delle associazioni riconosciute – sottolinea Alfano –, il disegno di legge prevede un rafforzamento dei diritti degli associati e delle competenze dell'assemblea, una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e degli organi di controllo attraverso l'espressa previsione di azioni sociali, l'estensione alle associazioni di maggiore rilevanza economica dei sistemi di controllo previsti per le società di capitali e una nuova disciplina del fondo comune e del regime di responsabilità».

Per quanto riguarda poi le associazioni non riconosciute, il disegno di legge delega prevede una riduzione al minimo della disciplina imperativa, in sintonia con l'estensione dell'autonomia statutaria, maggiori garanzie dei diritti d'informazione degli associati e appositi rimedi contro la loro esclusione, e un aumento delle forme di autocontrollo e autodisciplina.

Sulle fondazioni, se ne chiarisce meglio la fisionomia, distinguendo le fondazioni con scopi di utilità collettiva a carattere pubblico o privato-sociale da quelle con scopo esclusivamente privato. Viene, da una parte, ampliata l'autonomia statutaria e, dall'altra, previsto un rafforzamento dei controlli, specie per le fondazioni che raccolgono fondi pubblici e liberalità. Si istituisce poi uno stretto collegamento con la volontà del fondatore, in caso di liquidazione, mentre la possibilità della trasformazione delle fondazioni in società di capitali viene liberata dal controllo governativo e resa più trasparente.

 

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