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Per l’Ania tagli ai risarcimenti non oltre il 10%

Un documentato ma prevedibile affondo per appoggiare la revisione al ribasso dei risarcimenti per il danno biologico grave e una prima positiva stima sui risultati dell’obbligo di documentare con accertamenti clinici e strumentali i danni lievissimi, per evitare frodi. Questo ha portato ieri il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, in commissione Finanze alla Camera, dove continuano le audizioni sul danno biologico nella Rc auto.
Secondo Minucci, i tagli allo studio su questi risarcimenti non ledono significativamente i diritti dei danneggiati, come invece sostengono le associazioni di questi ultimi e dei professionisti del settore. Minucci sostiene che, rispetto ai valori attualmente riconosciuti dal Tribunale di Milano (presi a riferimento da buona parte della magistratura), quelli di cui si discute ora sono inferiori solo del 10%, in media. Un risultato che si ottiene considerando il solo danno biologico permanente; le “controparti” dell’Ania tengono conto anche di quello morale, che peraltro l’Inail non riconosce, per cui Minucci sottolinea che le vittime della strada hanno già un trattamento “favorevole”. Ciò vale anche nel confronto con gli altri principali Paesi europei, pur con qualche eccezione in Francia e Gran Bretagna nel caso dell’invalidità più “bassa” (10 punti).
Sul tappeto c’è sempre la «risoluzione Gutgeld» (la n. 7-00060), dal nome del deputato del Pd che alla fine della pausa estiva ha rilanciato sui tagli ai risarcimenti dopo che un tentativo fatto dal Governo Monti nelle ultime settimane della legislatura precedente era stato bloccato. È dal 2005 che il Dpr previsto dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni per quantificare (in pratica, tagliare) i risarcimenti non va in porto, per il forte contrasto tra l’Ania e le associazioni di vittime e professionisti dall’altra. Ulteriori complicazioni sono arrivate nelle ultime settimane dalla Cassazione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 3 e del 25 ottobre).
La delicatezza della partita è stata ribadita da un altro dato aggiornato presentato da Minucci: i danni a persona “impegnano” ben 226 euro dei 560 di costo medio di una polizza (quelli con danni a cose pesano per soli 104 euro).
Difficile prevedere come finirà la partita. Anche perché proprio ieri l’Associazione italiana familiari vittime della strada prossimamente replicherà davanti alla stessa commissione. E proprio ieri ha incassato dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, la disponibilità a evitare che i risarcimenti di danni gravi a persone siano tagliati.
Sui nuovi obblighi di accertamento dei danni lievissimi (introdotti l’anno scorso dal Dl 1/2012), l’Ania stima che hanno contribuito per un 1,5% al calo dei prezzi del 4,4% registrato finora quest’anno. Ma Minucci chiede che si vigili sulle «tattiche elusive poste in essere da studi legali e di infortunistica».

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