Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Per la sentenza di inammissibilità possibile l’appello

L’omessa presentazione del reclamo tributario non comporta più per il contribuente la decadenza dal diritto all’azione giudiziale in quanto può essere sanzionato con la dichiarazione di improcedibilità oppure essere “salvato” dalla sentenza della Consulta.
Per gli atti notificati dal 2 marzo 2014 la legge 147/2013 stabilisce che la presentazione dell’istanza di reclamo e mediazione non è più condizione di inammissibilità dell’impugnazione, ma esclusivamente di procedibilità del ricorso. Viene pertanto eliminata la grave “sanzione processuale” dell’inammissibilità. Quindi se il contribuente non presenta l’istanza di reclamo e mediazione oppure proceda al deposito del ricorso prima del decorrere dei 90 giorni stabiliti dalla norma è prevista la possibilità per l’agenzia delle Entrate di eccepire, in sede di costituzione in giudizio, l’improcedibilità del ricorso. In tal caso il presidente della Commissione, accertate le cause di improcedibilità, dovrà rinviare la trattazione della causa per permettere alle parti di procedere con la mediazione.
Gli avvisi notificati fino al 1° marzo 2014 sono invece soggetti alla precedente disciplina oggetto delle modifiche disposte dalla sentenza della Consulta 98/2014. In tal caso, a seguito della sentenza della Corte, il ricorso, anche se proposto senza reclamo o depositato prima dei 90 giorni previsti dalla norma, non potrà più essere dichiarato inammissibile dal giudice. La Corte ha peraltro precisato che le conseguenze di tale pronuncia si ripercuotono anche su tutti i giudizi già introdotti innanzi alla Commissione ma considerati ancora “aperti”.
È ora importante stabilire quali sono i giudizi cosiddetti “aperti”. In tutti i casi in cui vi sia stata una sentenza che ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso del contribuente e che non è stata impugnata nei termini di legge – passando quindi in giudicato – non sarà spendibile la pronuncia della Consulta in quanto la situazione sarà ormai definitivamente “chiusa” dal giudicato.
Vi sono situazioni invece in cui il contribuente pur saltando la fase di reclamo o depositando prima dei termini in Commissione ha la possibilità di utilizzare la sentenza della Consulta. Si pensi al caso in cui:
el’Agenzia delle Entrate ha eccepito l’inammissibilità del ricorso nelle proprie controdeduzioni ed ancora non si è svolta la trattazione del giudizio. In tal caso il contribuente potrà rilevare con memoria e/o durante la trattazione della causa in pubblica udienza l’esistenza della sentenza della Consulta che di fatto rende infondata l’eccezione dell’Ufficio;
rè stata emessa una sentenza che abbia dichiarato l’inammissibilità del ricorso per violazione dell’art. 17-bis comma 2. In tal caso è assolutamente necessario presentare appello avverso detta sentenza nei termini di legge (termine breve 60 giorni in caso di notifica della sentenza o termine lungo 6 mesi in caso di solo deposito della sentenza) chiedendo la riforma della sentenza a seguito della decisione della Consulta;
tè stato emesso decreto con dichiarazione di inammissibilità del ricorso da parte del giudice a seguito di esame preliminare della causa. In tal caso, nei successivi 30 giorni, il contribuente dovrà presentare reclamo spendendosi la decisone della Consulta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa