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Per investimenti e Ace 1,4 miliardi

Per il nuovo “bonus” investimenti, l’estensione dell’Ace e le altre misure del decreto per la finanza d’impresa si lavora a una copertura da 1,4-1,5 miliardi di euro. Si delinea il peso specifico del decreto competitività, che includerà anche l’intervento sulla bolletta energetica per ulteriori 1,5-1,6 miliardi.
Il provvedimento, dopo l’ultima riunione tecnica di ieri, si avvicina alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale riconquistando uno dei tasselli centrali che nelle bozze circolate in imminenza del consiglio dei ministri di venerdì scorso appariva a rischio stralcio.
C’è infatti il via libera ai finanziamenti alle imprese da parte di assicurazioni e società di cartolarizzazioni. Tuttavia, anche su indicazioni di Banca d’Italia, la novità entra nel decreto in una forma più soft rispetto alle prime ipotesi, con un ruolo importante che sarà svolto dalle banche nell’ambito di prestiti sindacati. Salta invece il rifinanziamento da 500 milioni del Fondo centrale di garanzia, che avrebbe dovuto consentire di ampliare la platea di imprese che possono beneficiare dei finanziamenti bancari collocabili nei portafogli garantibili. Ad ogni modo, considerando il complesso degli interventi, inclusi quelli per i bond societari e le quotazioni (si veda Il Sole 24 Ore del 15 giugno), secondo le prime valutazioni dei tecnici del governo, si potrebbero favorire finanziamenti alternativi al tradizionale credito bancario per circa 20 miliardi.
Con una prassi alquanto inusuale, la riunione di ieri ha praticamente “chiuso” il testo tre giorni dopo l’approvazione in Cdm. Un supplemento di lavoro richiesto sia da una serie di problemi di copertura sollevati dal Tesoro sia dalla necessità di distribuire tutte le norme approvate venerdì in due decreti (competitività e Pa).
Confermato il credito d’imposta del 15% per gli investimenti incrementali in beni strumentali. Saranno agevolabili investimenti effettuati nell’arco di un solo anno, fino al 30 giugno 2015, ma le esigenze di coperture hanno fatto sì che la compensazione sia usufruible solo a partire dal 2016 su tre anni. L’incremento dovrà essere calcolato sulla media dei cinque periodi d’imposta precedenti. Tra le spese ammissibili ci saranno i macchinari definiti dalla divisione 28 della tabella Ateco e non, quindi, computer e brevetti.
Via libera anche all’ampliamento della detassazione Ace che, nel caso di soggetti incapienti Ires, potrà essere trasformata in un credito d’imposta sull’Irap. Quanto al rafforzamento dell’entità fiscale del beneficio, scatterà (per 3 anni) solo per le società che si quotano: un “super Ace” mediante incremento del 40% della variazione in aumento del capitale.
Passa anche la norma per favorire la presenza di operatori istituzionali nel mercato immobiliare: verrà allineata, anche sotto il profilo fiscale, la normativa italiana sulle Siiq (società di investimento immobiliare quotate) a quella dei principali ordinamenti Ue.
Tornando al pacchetto finanziamenti, con l’obiettivo di favorire credito da parte di operatori esteri il regime di esenzione da ritenuta alla fonte sugli interessi – attualmente riservato ai residenti in Italia – dovrebbe essere esteso anche a enti creditizi, fondi di credito e assicurazioni di ambito Ue. Un’ulteriore norma punta ad estendere anche a soggetti Ue l’ambito di applicazione del regime sostitutivo delle imposte che gravano sui finanziamenti a medio e lungo termine. Vi rientreranno anche le operazioni di finanziamento di oltre 18 mesi da parte di società di cartolarizzazione, assicurazione e Oicr in ambito europeo.
Il decreto, dopo una faticosa composizione, si avvia dunque alla bollinatura della Ragioneria e alla successiva valutazione del Quirinale. Per la copertura si dovrebbe attingere in buona parte al Fondo sviluppo e coesione (l’ex Fas).

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