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Per incentivi all’esodo prescrizione «ordinaria»

Il termine per la richiesta di rimborso di un’imposta dichiarata incostituzionale, ovvero illegittima da parte della Corte di giustizia Ue, segue le ordinarie regole previste per quella specifica imposta, a nulla rilevando la data di deposito della sentenza. È il legislatore, infatti, che può discrezionalmente introdurre nuove norme che riaprano rapporti ormai esauriti. Ad affermare questi principi sono le Sezioni unite della Corte di cassazione, con la sentenza n. 13676 depositata ieri.
La decisione ha ad oggetto l’Irpef applicabile ai sensi dell’articolo 19 comma 4 bis del Tuir, secondo il quale sulle somme corrisposte a titolo di incentivo alle dimissioni era prevista un’aliquota pari alla metà quando erogate in favore di lavoratori che avevano superato i 50 anni se donne e i 55 se uomini. La Corte di giustizia dell’Unione europea, con una prima decisione (C-207/04) aveva affermato che la norma era in contrasto con il principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne. Con una seconda decisione (C-128/07 e C-131/07) ha statuito che qualora sia stata accertata una discriminazione incompatibile con il diritto comunitario, finchè non siano adottate misure volte a ripristinare la parità di trattamento, il giudice nazionale è tenuto a disapplicare qualsiasi disposizione discriminatoria, senza doverne chiedere o attendere la previa rimozione da parte del legislatore. Il giudice deve poi applicare ai componenti della categoria sfavorita il trattamento più favorevole.
La Suprema corte è stata chiamata più volte ad occuparsi del problema della decorrenza del termine di decadenza per imposte dichiarate illegittime e l’orientamento non è uniforme. In proposito, con la sentenza n. 15144/2011 delle sezioni unite, ha introdotto anche nel procedimento tributario il concetto di “overruling”.
In buona sostanza è stato affermato che un imprevedibile mutamento di giurisprudenza non può creare svantaggio al cittadino che ha fatto incolpevole affidamento sul precedente orientamento.
Nella nuova pronuncia è precisato che perché possa applicarsi il principio dell’overruling devono ricorrere alcuni presupposti: che vi sia stato un mutamento della giurisprudenza su una regola del processo, che tale mutamento sia stato imprevedibile e che comporti un effetto preclusivo del diritto di difesa.
In tema di rimborso, la Corte non ha ravvisato alcun elemento legato al processo o alle sue regole. A ciò poi va contrapposta la tutela e la certezza che la norma attribuisce ai termini di prescrizione o decadenza. Il principio della certezza delle situazioni giuridiche, tanto più in materia di entrate erariali, è prevalente, poiché in caso contrario, si verificherebbe una sostanziale protrazione a tempo indeterminato dei rapporti tributari. Spetta così al legislatore introdurre delle norme volte alla riapertura dei termini per l’eventuale richiesta di rimborsi ormai scaduti.

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