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Per imprese e famiglie in difficoltà scatta la super-dilazione

Equitalia sta già ricevendo centinaia di domande per accedere ai piani decennali di rateizzazione delle imposte. Dopo la pubblicazione, venerdì scorso, nella «Gazzetta Ufficiale» n. 262 del decreto del ministero dell’Economia datato 6 novembre 2013, i contribuenti in difficoltà che non riescono a saldare tempestivamente le cartelle esattoriali possono chiedere che il debito sia dilazionato fino a 120 rate (salvo proroghe che in linea teorica potrebbero allungare il programma di ammortamento fino a un ulteriore decennio).
Al 25 ottobre scorso risultavano attive 2,2 milioni di dilazioni, per un totale di oltre 24 miliardi di euro rateizzati. Negli ultimi anni, in effetti, per venire incontro ai contribuenti alle prese con crisi di liquidità, sia Equitalia che il legislatore (da ultimo appunto con il decreto legge 69 del 2013 convertito nella legge 98), si sono mossi per allargare il più possibile i parametri di accesso al beneficio (chi ha ottenuto di pagare il debito a rate, tra l’altro, non può subire ipoteche, può ottenere il Durc e partecipare alle gare d’appalto).
Tra marzo 2012 e maggio 2013, per esempio, Equitalia ha portato prima da 5mila a 20mila euro e poi da 20mila a 50mila la soglia per ottenere la rateizzazione con una semplice richiesta motivata che attesti la situazione di temporanea difficoltà economica. Sopra la soglia dei 50mila euro il contribuente in difficoltà è invece tenuto a produrre una documentazione ad hoc (a seconda che si tratti di una persona fisica o una società). Documentazione che ora andrà coordinata con i requisiti di accesso ai piani ordinari (72 rate) e straordinari (120 rate) previsti dal decreto del 6 novembre scorso. Nei prossimi giorni, perciò, Equitalia emanerà una direttiva per armonizzare le regole operative e risolvere i dubbi applicativi.
Su molti aspetti, intanto, proviamo a offrire chiarimenti in queste pagine. La nuova disciplina ammette i contribuenti a chiedere alternativamente un piano di rateazione ordinario, fino ad un massimo di 72 rate, se versano in una situazione di «obiettiva difficoltà», ovvero un piano di rateazione straordinario, fino ad un massimo di 120 rate, «in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità» (il mancato accoglimento della richiesta di un piano di rateazione straordinario non preclude la possibilità di ottenere un piano di rateazione ordinario).
Peraltro chi è già titolare di un piano di rateazione ordinario (72 rate) può presentare una domanda per allungarlo fino a 120 rate.
Ma quali sono le condizioni per accedere alla dilazione decennale? Il decreto del 6 novembre dispone che la «comprovata e grave situazione di difficoltà indipendente dalla responsabilità del debitore e legata alla congiuntura economica è attestata dallo stesso debitore con istanza motivata, da produrre all’agente della riscossione».
In particolare, il contribuente dovrà provare di trovarsi nella condizione di non poter «eseguire il pagamento del credito tributario secondo un piano ordinario» (72 rate) e di avere una scarsa «solvibilità». Lo stesso decreto poi stabilisce che queste condizioni sussistono congiuntamente quando l’importo della rata per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati «è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo all’Indicatore della situazione reddituale (Isr), rilevabile dalla certificazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee)». Mentre per gli altri soggetti i requisiti per accedere a un piano decennale sono attestati in presenza di una rata superiore al 10% del valore della produzione mensile e l’indice di liquidità è compreso tra 0,50 ed 1.

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