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Per il superbollo un F24 ad hoc

di Maurizio Caprino

Prego, ripassi alla cassa. Se dovrà fare la fila, pazienza. E, se nel frattempo ha venduto l'auto, si ricordi che il superbollo deve comunque pagarlo lei. Sono due effetti discutibili delle modalità di pagamento dell'addizionale erariale al bollo per le vetture molto potenti, fissate il 7 ottobre con decreto del ministero dell'Economia e finanze e pubblicate l'altro ieri (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri).

Come già stabilito dalla norma istitutiva (Dl 98/11), il nuovo tributo di 10 euro per ogni kiloWatt di potenza eccedente i 225 (equivalenti a 306 cavalli) è dovuto già dal 2011. Ciò significa che per buona parte degli oltre 97mila intestatari delle vetture soggette all'addizionale sarà necessario integrare il bollo auto già pagato: è noto che la maggioranza dei pagamenti di quest'ultima tassa si concentra fra gennaio e maggio (in modo meno evidente in Piemonte e Lombardia, che dal 2004 adottano un sistema di scadenze distribuito per tutto l'anno).

Ma anche chi il bollo 2011 deve ancora pagarlo andrà incontro a disagi: il versamento non può essere contestuale, in quanto il Dm del 7 ottobre dispone che vada effettuato esclusivamente con modello «F24 elementi identificativi». Il codice tributo deve essere definito dall'agenzia delle Entrate.

La conseguenza è che non è possibile provvedere tramite la pluralità di canali (anche online) ormai disponibili per il bollo normale, che hanno drasticamente ridotto il problema storico delle code agli sportelli, della posta o della banca. Magari anche se ha col proprio istituto di credito un contratto per i servizi online: l'obbligo di utilizzare il modello con elementi identificativi preclude in molti casi la possibilità di avvalersi di tali servizi (normalmente limitati al modello F24 "semplice").

Ma c'è un altro aspetto che rischia di andare oltre il semplice disagio di una coda. Il Dm del 7 ottobre individua come responsabile del pagamento per il 2011 chi risultava intestatario del veicolo al 6 luglio. Chi lo avesse poi venduto anche il giorno successivo resta tenuto a pagare. Ammesso che colleghi il fatto di aver posseduto quella vettura fino a tre mesi fa all'obbligo stabilito adesso. Peraltro, stando al tenore letterale del Dm, fanno fede le sole risultanze del Pra. Ciò, oltre a contraddire l'indirizzo inaugurato dalle stesse Finanze nel '98 (che ha dato rilevanza a tutti gli atti di data certa), comporta la responsabilità di pagamento anche per chi ha venduto il veicolo prima del 6 luglio, quando il relativo atto è stato trascritto al Pra dopo quella data.

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