Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Per il redditometro aumentano i criteri selettivi

Meno dello 0,1% dei contribuenti, 40mila su oltre 40 milioni, subirà controlli da redditometro. L’agenzia delle Entrate conferma la linea “morbida” sul fronte delle verifiche che non saranno a tappeto, ma dovrebbero colpire chirurgicamente solo i casi di evasione più gravi.
Per “selezionare” gli obiettivi saranno utilizzati vari parametri, dalla franchigia del 20% alla soglia di scostamento accettabile (12 mila euro annui) tra reddito dichiarato e reddito ricostruito in base alle spese.
Anche il redditest dovrebbe avere un ruolo in quest’ottica. Il software, la cui funzione dichiarata è quella di consentire ai contribuenti di effettuare un'”autovalutazione” della propria posizione, sembrava irrimediabilmente posto fuori gioco dalle logiche completamente diverse su cui si poggia il “nuovo” redditometro: per il redditest, infatti, non tutte le spese sono “uguali” e il reddito, almeno da quanto è desumibile dalle simulazioni effettuate, viene quantificato con il ricorso a un moltiplicatore differenziato in relazione alla tipologia delle stesse, con un meccanismo non dissimile da quello utilizzato dal “vecchio” redditometro. Nonostante questa differenza “strutturale”, nelle liste selettive ai fini dei controllo dovrebbero essere inseriti solo quei contribuenti che, oltre a un reddito dichiarato non in linea con il redditometro vero e proprio, risulteranno anche incoerenti rispetto al redditest.
Il “legame” tra redditometro e redditest può risultare maggiormente chiaro ricorrendo al supporto degli esempi riportati qui a fianco: nella colonna del redditometro è presentata una semplice sommatoria di spese, quantificate in misura superiore alla media Istat ove rilevanti anche nel redditest, oppure in misura pari alla media Istat se non rilevanti nel redditest, oppure valutate da quest’ultimo in modo implicito. Le variazioni che si denotano sono direttamente discendenti dal fatto che nel computo del redditest vi sono impatti differenziati a seconda del tipo di spesa sostenuto, così come una sorta di effetto “abbattimento” sugli investimenti realizzati nel singolo esercizio e non continuativamente nel tempo. In modo alquanto bizzarro emerge che il risultato proposto dal redditest appare solitamente più vantaggioso rispetto a quello ottenuto con il redditometro, pur considerando per quest’ultimo la franchigia del 20 per cento. Ovviamente, se dovesse entrare in gioco la franchigia dei 12.000 euro sulle spese, le conseguenze cambierebbero in modo evidente. Posto che il redditest dovrebbe essere uno strumento di autodiagnosi e ci si attenderebbe dallo stesso un approccio più rigido, mentre invece si giunge a conclusioni del tutto opposte. In controtendenza, invece, è la conclusione cui si giunge diminuendo drasticamente l’importo degli esborsi a titolo di finanziamento e incrementando, in misura inferiore, altre voci di spesa. Con un risultato inaspettato, il redditest si trasforma in colore rosso, mentre il redditometro, ovviamente, favorisce il contribuente. Questo perchè il primo strumento ha evidentemente un giudizio più “pesante” su alcune spese, mentre il secondo valuta l’esborso complessivo. Con risultati spesso non omogenei.
L’agenzia delle Entrate, domenica scorsa, ha anche chiarito attraverso un comunicato stampa che «i pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro che è uno strumento che verrà utilizzato per individuare i finti poveri e, quindi, l’evasione “spudorata”, ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire. Si tratta dei casi in cui alcuni contribuenti, pur evidenziando una elevata capacità di spesa, dichiarano redditi esigui, usufruendo così di agevolazioni dello Stato sociale negate ad altri che magari hanno un tenore di vita più modesto». L’amministrazione finanziaria ha poi ribadito che «già in fase di selezione, le posizioni con scostamenti inferiori a 12mila euro non saranno prese in considerazione» e che la convenzione con il ministero dell’Economia prevede ogni anno 35mila controlli da redditometro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali, atto secondo. Francesco Gaetano Caltagirone, socio della compagnia al 5,6%, non molla sul ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre mesi per le riforme. Cruciali, delicatissimi, fondamentali. Un calendario denso che nelle intenz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bastano uno smartphone o una chiavetta usb per registrare conversazioni dal vivo o telefoniche e rac...

Oggi sulla stampa