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«Per il patto Mediobanca il rinnovo sarà semplice»

Le banche? «Supereranno il test» e «penso che giocheranno un ruolo chiave nel sostegno allo sviluppo delle nostre economie». Il Governo Letta? «Resterà in carica». Il patto Mediobanca? «Sarà un rinnovo semplice». L’amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni, in occasione di una conferenza bancaria organizzata dal giornale Handelsblatt, parla a tutto campo. Partendo dalla situazione economica e politica dell’Italia.
«Sono fiducioso sui segnali di una ripresa economica in Italia e il quarto trimestre potrebbe essere il primo con il segno più», dopo una recessione che va avanti dall’ultimo trimestre 2011, ha spiegato il banchiere. «Vediamo – ha detto Ghizzoni – segnali di maggiore dinamismo nel nostro business quotidiano». Molte aziende hanno «un’ottima posizione finanziaria e segnali positivi arrivano anche dai consumi, con una domanda di mutui in accelerazione dall’estate». Quanto al deterioramento dei crediti concessi dalle banche italiane, fattore di preoccupazione per molti investitori esteri, Ghizzoni ha spiegato che «da un lato il numero dei crediti classificati è troppo alto», ma dall’altro «è una dinamica che sta rallentando» e «in Italia i crediti classificati sono calcolati in modo più rigido che in alcuni altri paesi».
Sul fronte politico, secondo il banchiere, il governo Letta «nonostante la situazione complicata dai problemi personali del precedente presidente del consiglio, credo che resterà in carica». L’esecutivo, secondo Ghizzoni, «non ha una seria alternativa». Tanto che – ha sottolineato il manager – «Se devo andare oltre penso che l’Italia terrà la presidenza di turno Ue nella seconda metà del 2014 e il governo durerà fino alla fine del prossimo anno, per poi avere elezioni all’inizio del 2015».
C’è poi il capitolo delle partite finanzierie in cui è coinvolta UniCredit. Prima fra tutte il rinnovo del patto di Mediobanca dove UniCredit è la prima banca azionista singola. «Il patto scade fra qualche settimana, credo che sarà una decisione di rinnovo semplice senza particolari problemi. Ritengo che tutti gli azionisti siano soddisfatti del piano e della gestione da parte del management», ha commentato Ghizzoni. Sullo snellimento del patto di sindacato che governa Mediobanca sotto al 40% del capitale Ghizzoni ha aggiunto che «non abbiamo ancora discusso la questione. Non abbiamo informazioni di decisioni riguardo ai francesi o ad altri azionisti». Quanto a una possibile uscita o riduzione del peso dei francesi di Groupama e Bollorè «non ho riscontri di questo genere», ha detto.
Nessuno sviluppo, invece, della trattativa con la Carlo Tassara per la rinegoziazione del piano di rientro di 2 miliardi di debiti. UniCredit è esposta per 500 milioni e nei giorni scorsi ha mostrato perplessità su alcuni punti del nuovo piano presentato dalla società. Sull’agenda dei negoziati, Ghizzoni ha sottolineato di non essere al corrente di incontri.
Infine il tema del consolidamento. Ma su questo Ghizzoni è stato chiaro: UniCredit «non ha alcun interesse» nell’eventuale acquisizione della tedesca Commerzbank, seconda banca privata del Paese dietro a Deutsche Bank, da settimane al centro di indiscrezioni come possibile oggetto di takeover.

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