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«Per il lavoro bisogna fare di più»

Fare di più per l’occupazione. E quindi per la crescita. Giorgio Squinzi commenta i dati sulla disoccupazione, che ieri ha i record negativi sia in Italia che a livello europeo: «Purtroppo è un dato che non potevamo fare altro che aspettarci: riflette l’andamento dell’economia reale, noi in Confindustria abbiamo questa sensazione», ha commentato a margine dell’assemblea dell’Anie. E l’emergenza occupazione è stato il filo conduttore anche degli altri appuntamenti della giornata, dall’assemblea dell’Ucimu al convegno organizzato alla Cattolica di Milano sulle proposte della Commissione Ue su crescita e lavoro.
«Il problema vero non è incentivare l’occupazione, il problema è crearla e si crea solo se c’è una crescita forte. Quindi bisogna intervenire sul complesso dell’economia», ha aggiunto Squinzi. Che incalza il governo: il pacchetto di misure varato finora «sono passi nella direzione giusta, personalmente però li ritengo piccoli passi. Bisogna fare di più e con più decisione».
Si sta facendo troppo poco anche in Europa: «otto miliardi di euro stanziati per le politiche a favore dell’occupazione giovanile sono forse una somma modesta in termini assoluti, se pensiamo che il nostro governo, con tutti i problemi di finanza pubblica che conosciamo la scorsa settimana ha deliberato circa un miliardo e mezzo in iniziative a favore dell’occupazione», ha sottolineato il presidente di Confindustria. Che ha esortato la Ue a riforme strutturali con un focus sulla riduzione del costo del lavoro, «fondamentale per creare occupazione e favorire la competitività».
Bisogna recuperare una crescita forte: «un tasso del +0,2 o 0,3 non crea affatto occupazione». È propritaria la semplificazione normativa e burocratica. «Senza la semplificazione non riusciremo a portare avanti un progetto di futuro vero per il nostro paese», è il pensiero di Squinzi, che per affrontare il tema delle riforme istituzionali la prossima settimana, come ha annunciato egli stesso, vedrà i presidenti di Camera, Senato e delle commissioni parlamentari. «Si possono ricavare molte risorse, soprattutto nell’ambito di un riassetto istituzionale all’interno del quale ci sono tante cose possibili da fare. Nella spending review Giarda e Giavazzi avevano individuato alcune proposte, tutto va visto nell’ambito complessivo di una riforma degli aspetti istituzionali», ha continuato il presidente di Confindustria, che insiste anche sulla revisione del Titolo V della Costituzione.
La sua convinzione è che «ci sia la volontà politica da parte di questo governo di mettere mano in tutte le direzioni per reperire risorse: le cose da fare sono tante, ma senza risorse non riusciremo a farne», citando tra le varie proposte l’abolizione delle province. «Bisogna continuare ad investire sul manifatturiero», ha insistito Squinzi. «Come imprese ce la metteremo tutta, ma il paese ci deve dare una mano, a partire dalla semplificazione burocratica, altrimenti non riusciremo a ripartire. Il tasso di disoccupazione, ha aggiunto, è «drammatico, stiamo perdendo due o tre generazioni di giovani». Anche l’Expo 2015 è un’occasione di rilancio: «sono abbastanza convinto che ci sarà il solito recupero miracoloso all’italiana. Abbiamo perso tre anni in sterili polemiche sulle competenze, mi sembra che adesso, con la nomina del commissario unico, le cose si dovrebbero risolvere».

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