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Per il credito agevolato secondo ribasso consecutivo

Prosegue anche ad ottobre la discesa nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta infatti sul valore di 2,23%, evidenziando in tal modo un ulteriore decremento dello 0,15% rispetto al 2,38 % in vigore a settembre.
Dopo tre periodi consecutivi di aumenti si consolida pertanto la diminuzione in atto nei valori dell’indicatore, anche se l’intensità della presente diminuzione, peraltro analoga a quella intervenuta lo scorso mese, si mantiene decisamente al di sotto delle variazioni di segno opposto intervenute nei periodi precedenti.
L’entità piuttosto contenuta del decremento fa sì che anche questo mese molti dei valori dei tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale mostrino comunque oscillazioni di entità decisamente limitata.
Si segnala una stabilità nell’andamento del tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese.
Il livello di questo indicatore resta infatti fermo, dopo l’ultima variazione intervenuta dal primo agosto e che ha portato il valore all’attuale 1,17% (0,17 tasso base maggiorato di 100 punti) con un decremento dello 0,050% rispetto al valore di 1,22% in vigore dal primo maggio scorso.
Rimane invariato anche il tasso di sconto comunitario dopo l’ultima modifica decisa dalla Banca Centrale Europea, che ha diminuito il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 10 settembre 2014, fissando il valore del parametro all’attuale 0,05 % rispetto alla precedente misura dello 0,15%, con una diminuzione complessiva dello 0,10 per cento.
Si rileva una nuova diminuzione, dopo la prima intervenuta lo scorso mese, anche nell’evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici. Il dato per agosto 2015 del Rendistato si fissa infatti all’1,266%, lo 0,167% in meno rispetto al valore di 1,433% fatto segnare a luglio.
Si rammenta che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli Istituti di credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno.
Si segnala, poi, una nuova diminuzione anche a settembre nell’evoluzione dei valori medi mensili dell’Euribor; le misure medie mensili relative all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario, si portano infatti sul valore negativo di 0,036% per l’indicatore a base 360 e 0,037% per l’indicatore a base 365, con una variazione rispettivamente dello 0,009 e dello 0,010% rispetto ai precedenti dati di agosto.
Detta evoluzione risulta confermata anche facendo riferimento ai dati puntuali con valuta 30 settembre 2015, i cui valori si collocano sempre sotto lo zero, allo 0,041% e 0,042% che si rilevano rispettivamente per i valori a base 360 e 365.

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